Giovedì, 24 Giugno 2021
CRONACA

Ismaele, delitto brutale: "L'hanno quasi decapitato sotto una croce"

"Invitato al fiume e poi quasi decapitato": prime ammissioni dei due giovani fermati per la morte del 17enne Ismaele Lulli, trovato sgozzato nelle campagne del pesarese. Uno dei due voleva scappare in Albania. Dopo il delitto, gli assassini si sono fatti il bagno

Ismaele Lulli (foto Facebook)

PESARO - Non aveva alcuna colpa. Non ci aveva nemmeno "provato" con l'ex fidanzata di uno dei due presunti assassini, movente che - come riporta TgCom24 - avrebbe scatenato la furia omicida. Igli Meta, il ventenne che avrebbe materialmente ucciso il 17enne Ismaele Lulli a Sant'Angelo in Vado, avrebbe agito per gelosia, erroneamente convinto che il ragazzo avesse tentato un approccio con la sua ex. 

LA TRAPPOLA AL FIUME - "Ismaele era un ragazzo che non ha altre colpe se non di conoscere altre persone che andavano negli stessi posti", ha detto Antonio Sommese, colonnello dei carabinieri di Pesaro. I sospettati sono due albanesi - Igli Meta (20 anni, incensurato, presunto autore materiale dell'omicidio) e Mario Nema (19 anni, anche lui incensurato, avrebbe aiutato Meta) - fermati ieri dopo un interrogatorio fiume. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a Ismaele fu tesa una trappola: il ragazzo incontrò Igli Meta e Marjo Mema alla fermata dell'autobus e accettò la proposta di andare a fare un bagno al fiume. Salì spontaneamente sull'auto di Meta "senza costrizioni", hanno spiegato i carabinieri. La vettura si diresse a San Martino in Selva Nera, luogo dell'omicidio.

"ISMAELE QUASI DECAPITATO" - Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 17enne, che fisicamente "era anche più prestante" dei due arrestati, "è stato preso alla sprovvista, è stato tramortito, forse con un calcio alla testa". "Poi hanno cercato di legarlo con un nastro da pacchi ed è spuntato fuori il coltello che ha colpito il ragazzo in una zona vitale". In questa "furia", ha spiegato Sommese, "Ismaele è stato quasi decapitato, è stato sgozzato sotto ad una croce di ferro, in cima ad un poggio in località San Martino in Selva Nera: la morte è stata rapida, l'emorragia immediata e molto violenta". 

IL MOVENTE DELLA GELOSIA - Una furia assurda scatenata dalla gelosia. Sarebbe questo, secondo gli investigatori, il movente dell'omicidio. "Ci sono state prime ammissioni da parte di uno dei due albanesi fermato", ha detto in conferenza stampa il colonnello Sommese. "Uno dei due fermati l'abbiamo trovato in macchina", probabilmente "si stava organizzando per tornare in Albania". Dopo avere ucciso Ismaele e averne gettato il corpo in un dirupo, i due fermati sono andati a fare il bagno al fiume progettato insieme alla loro vittima. In questo caso però - ha raccontato Sommese - sarebbe servito per lavare via il sangue. Secondo gli investigatori, la vittima avrebbe "commesso l'errore di aver suscitato la gelosia di uno dei due, fidanzato con una ragazza anche lei del luogo". Il giovane "ha iniziato a convincersi che il ragazzo in questione fosse interessato o addirittura avesse avuto una relazione con la sua fidanzata".
 

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