Giovedì, 28 Ottobre 2021
Trent'anni dall'omicidio

Delitto dell'Olgiata, dopo 10 anni torna libero il killer della contessa Filo della Torre

Manuel Winston Reyes, condannato a 16 anni di carcere nel 2011 per avere ucciso la contessa Alberica Filo della Torre nel 1991, verrà scarcerato a giorni

Torna libero dopo 10 anni Manuel Winston Reyes, il “killer dell’Olgiata”, accusato di avere ucciso la contessa Alberica Filo della Torre il 10 luglio del 1991 nella sua lussuosa villa all’Olgiata, zona residenziale dii Roma Nord.

La scarcerazione è prevista per il 10 ottobre 2021: condannato a 16 anni di reclusione il 14 novembre del 2011, pena confermata anche in secondo grado un anno dopo, il maggiordomo filippino ha beneficiato di una serie di sconti di pena, tra cui indulto e liberazione anticipata. Amaro il commento del figlio della contessa Filo della Torre, Manfredi: “L'assassino di mia madre esce dopo soli 10 anni dalla sua condanna e ce ne sono voluti 20 per trovare un responsabile. Responsabile trovato solo grazie alla caparbietà di mio padre - era stato il commento amaro alla notizia della scarcerazione - Normale che qualche domanda te la fai”.

Il delitto dell’Olgiata: l’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre

Il delitto dell’Olgiata fu uno dei due omicidi che sconvolsero Roma all’inizio degli anni ’90: un così alto profilo di interesse lo ebbe soltanto il delitto di via Poma, l’uccisione di Simonetta Cesaroni, avvenuto il 7 agosto del 1990, un anno prima di quello della contessa. Due casi che tra l’altro finirono per intrecciarsi con il “super testimone” del delitto di via Poma, Roland Voller, implicato marginalmente anche in quello dell’Olgiata per il ritrovamento a casa sua di alcuni fascicoli relativi al caso. Se quello di via Poma resta ancora un giallo insoluto, però, l’assassino di Alberica Filo della Torre è stato individuato, pur con 20 anni di ritardo, grazie alla tenacia del marito della contessa, Piero Mattei, che insistette perché le indagini venissero riaperte e il dna venisse analizzato con le moderne tecniche di investigazione.

Un passo indietro: Alberica Filo della Torre è una nobildonna di origini napoletane attorno a cui gravita gran parte della “Roma Bene” agli inizi degli anni ’90. Bellissima e molto ammirata, sposa in seconde nozze l’ingegnere Piero Mattei, da cui ha due figli, Manfredi e Domitilla. Il 10 luglio del 1991 nella villa all’Olgiata la coppia ha organizzato una festa per i dieci anni di matrimonio. Nelle ore in cui i domestici si occupano dell’organizzazione del party, la contessa è nelle sue stanze. In tarda mattinata il suo corpo senza vita viene trovato in camera da letto dalla figlia Domitilla, la testa avvolta in un lenzuolo insanguinato.

Le indagini partono immediatamente, complicate dalla presenza di così tante persone nella villa e di una gestione caotica, soprattutto nell'immediato, che molti criticheranno in seguito. Nell’abitazione lavorano quotidianamente due domestiche filippine e la babysitter inglese Melanie Uniack, ma in occasione della festa il personale impegnato nella sistemazione della vitta aumenta. La prima ipotesi è che la contessa sia stata uccisa nel corso di una rapina, visto il caos presente nella stanza. L'autopsia dimostra che non è stata solo colpita alla testa, ma che è stata prima tramortita e poi strangolata e coperta con il lenzuolo usato per ucciderla. Manuel Winston Reyes, maggiordomo filippino licenziato dalla contessa, è tra i primi a finire nel mirino degli inquirenti, ma le analisi del dna non forniscono risultati certi e il suo nome viene messo da parte. Gli accertamenti coinvolgono anche altre persone che in qualche modo sono entrate in conflitto con la contessa, e nel calderone finiscono anche i servizi segreti, seguendo il filone dei fondi neri del Sisde.

Delitto dell’Olgiata, la riapertura del caso e l’arresto

La soluzione del giallo si rivela però molto più “semplice”, nonostante il caos con cui sono state condotte le indagini: grazie alle pressioni di Piero Mattei, che non ha mai abbandonato le speranze di scoprire l’assassino della moglie, l’indagine viene ripresa in mano nel 2011. Viene analizzato nuovamente il dna ritrovato sul lenzuolo posato sul viso della contessa, sfruttando nuove tecniche investigative, e il risultato, pur sconvolgente, conferma i primi sospetti: appartiene a Manuel Wilson Reyes, che viene arrestato e confessa. Alla base del delitto la rabbia maturata verso l’ex datrice di lavoro e il bisogno di denaro.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti e confermato poi nella confessione, il maggiordomo arriva nella villa dell’Olgiata la mattina del 7 luglio del 1991 per parlare con l’ex datrice di lavoro, sale nella sua camera da letto e si dirige verso i gioielli. La contessa lo sorprende e inizia a gridare, e l’uomo per metterla a tacere la aggredisce. Prima la colpisce con uno zoccolo alla testa, poi la strangola. Una telefonata fatta la mattina stessa a un ricettatore, cui chiede di poter vendere alcuni gioielli rubati, contribuisce a incastrare Reyes.

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