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Sabato, 22 Giugno 2024
Il processo

Delitto Scagni, la nonna di Alberto e Alice accusa i genitori: ''Dovevano intervenire''

In aula, nel processo in corte di Assise per il drammatico omicidio di Alice Scagni da parte del fratello nel 2022 è stata sentita la nonna dei due ragazzi e un'ex fidanzata di Alberto che ha raccontato dei suoi problemi mentali

È un racconto tra le lacrime quello della nonna di Alberto Scagni, l'uomo di 42 anni che nel 2022 a Quinto, nel levante di Genova ha ucciso a coltellate la sorella Alice. E la donna dei due ragazzi, davanti alla Corte di Assise, punta ora il dito sui genitori, rispettivamente sulla mamma di Alberto (sua figlia) e sul marito (il genero), affermando che potevano fare qualcosa in più per salvare la vita di Alice: ''Non dovevano aspettare che la polizia andasse dalla figlia. Una mamma in una situazione del genere non prende e va? Aveva la macchina cosa ci voleva ad andare'' ha affermato l'anziana donna di 92 anni.

Secondo la donna i due genitori avrebbero sottovalutato la condizione psichiatrica di Alberto e ha ricordato come il nipote negli ultimi tempi era cambiato. In particolare ha ricordato anche che nell'ultimo anno, prima di commettere l'omicidio, il nipote la spaventava con il suo atteggiamento e con le richieste di denaro, tanto da spingerla a cambiare sette serrature, perche' il 42enne le rubava le chiavi. "Aveva iniziato a chiedermi soldi, voleva 50 mila euro. Ho cominciato ad avere paura, ho cambiato molte volte la serratura di casa, perché lui cercava di entrare. Una volta mi ha afferrato per il collo. Ogni volta che entrava in casa scappavo dalla vicina" ha raccontato la donna agli inquirenti. 

Alice Scagni uccisa dal fratello, la mamma: "Lo Stato ci ha traditi"

La donna ha raccontato dell'episodio dell'incendio della sua porta da parte di Alberto, il giorno prima dell'omicidio della sorella e del genero che la portò in Piemonte per metterla in salvo dal nipote: "Quando stavamo andando ho chiesto a mio genero di passare da Alice, gliel'ho chiesto cento volte ma non ha voluto farlo. Forse l'avrei salvata, ma io da Alice da sola non riuscivo ad andare".

Il racconto dell'ex fidanzata di Alberto Scagni

E fra i racconti che gli inquirenti hanno raccolto c'è anche qurello dell'ex compagna di Alberto Scagni che ne ha descritto la lenta metamorfosi e l'affacciarsi della malattia psichiatrica: ''Ho conosciuto due Alberto. Prima era una persona dolcissima. Poi è diventato geloso, morboso e dominante. Una volta mi ha anche messo le mani al collo'' ha detto la donna agli inquirenti. ''Pensavo volesse strangolarmi - ha aggiunto - ho chiuso la relazione alla fine del 2015 e da allora è cominciato il tormento con infinite telefonate. A volte utilizzava anche il telefono di Alice tanto che lei mi bloccò dicendomi che così Alberto mi avrebbe lasciato in pace''. 

Nel corso del processo sono stati sentiti anche il medico legale che ha eseguito l'autopsia, diversi agenti della polizia giudiziaria, e i vicini di casa di Alice che sentirono le urla quella sera e intervennero subito.

Nel frattempo i genitori dei due fratelli, Antonella Zarri e Graziano Scagni, si sono ritirati come parte civile nel corso del processo. I genitori hanno lamentato di essere stati trattati, nel corso dell processo, come comprimari e di non aver potuto esprimere in aula il dramma e le motivazioni che si celano dietro il folle gesto che ha rovinato due famiglie. La famiglia è coinvolta in un altro procedimento nei confronti di 112 e Salute Mentale per omissioni e mancato intervento davanti alle richieste di aiuto reiterate per sottoporre Alberto a Tso.

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