Venerdì, 16 Aprile 2021
Il giallo della bimba scomparsa

Denise Pipitone e Olesya Rostova, ultime ore di un vergognoso "show del dolore": oggi la messa in onda

Non trapela nulla. La tv russa che tiene in pugno, sfruttandolo per l'audience, il caso di Olesya Rostova, mantiene il massimo riserbo persino sul gruppo sanguigno. Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone, scomparsa nel 2004, non merita tutto questo

Il giallo di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel settembre del 2004, è davvero ad una svolta? E' molto difficile, e l'unica certezza a oggi è il circo mediatico imbastito dal programma tv che per primo aveva rilanciato l'appello della giovane Olesya Rostova.

Chi è davvero la ragazza che la tv russa avrebbe fatto passare per Denise Pipitone

L'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la madre della piccola Denise Pipitone, avrebbe già fatto chiaramente intendere Olesya non è Denise: dopo essersi trincerato dietro un certo riserbo, ha spiegato come la puntata che oggi andrà in onda farà cessare le speculazioni su questa storia dolorosa.

Denise Pipitone: una lunga settimana senza aggiornamenti dalla Russia

E' passata più di una settimana intera ormai da quando l'avvocato Giacomo Frazzitta, che segue la famiglia di Denise Pipitone, diceva: "Stiamo aspettando di sapere il gruppo sanguigno di Olesya, prima sapremo quello poi se corrisponde a quello di Denise, andremo avanti, passeremo ad accertare la corrispondenza del Dna". Piera Maggio, la madre che dal 2004 cerca senza sosta la figlia scomparsa, attende. Non merita tutto questo. Non c'è stato per adesso alcun contatto diretto tra il suo legale e la giovane e dalla Russia non sono stati comunicati nemmeno i risultati del gruppo sanguigno, essenziali per capire se ci sono possibilità che Olesya sia Denise.

La tv russa che tiene in pugno, sfruttandolo per l'audience, il caso di Olesya, non fa trapelare nulla. In tanti accusano il programma di "speculare sul dolore di una famiglia", di aver "messo in scena una spettacolarizzazione che supera addirittura quello di alcune trasmissioni italiane". Una "vergogna", il commento più gettonato sul social.

"Ho appena ricevuto la comunicazione, via mail, dall'avvocato di Olesya, a questo punto parteciperò al programma russo. Ma non posso dire nulla nel merito". ha detto ieri l'avvocato Frazzitta. E' stata già registrata la trasmissione in cui si conoscerà il contenuto della comunicazione sull'esame del sangue della giovane Olesya. "Ho l'embargo sul contenuto - spiega ancora Frazzitta - posso solo dire che trasmetteremo tutto in Procura a Marsala e i magistrati sanno cosa fare".

"Acquisiremo il dato dopo che la tv russa avrà trasmesso la trasmissione", spiega. E ribadisce: "Abbiamo ricevuto da parte dell'avvocato una mail di collaborazione, quello che ci aspettavamo e quindi parteciperò. Altro non posso dire". La trasmissione televisiva si chiama "Lasciali parlare" e va in onda sull'emittente russa Primo canale. Oggi pomeriggio verrà mandata in onda in Russia e tutto sarà, finalmente, più chiaro.

Denise Pipitone e Olesya Rostova: che cosa sappiamo

Esiste la possibilità che Olesya sia Denise? Alcune foto mostrerebbero tratti somatici simili tra Olesya, Piera Maggio e soprattutto Piero Pulizzi, padre naturale della bimba scomparsa. A parte la somiglianza, il rapimento di cui sarebbe stata vittima Olesya e l'età che coinciderebbe con quella di Denise, non vi sono elementi di alcun tipo. Le probabilità che Olesya sia Denise sono minime. Sui social oggi in tanti si stringono intorno a Piera Maggio con l'hashtag #iostoconpiera.

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Un fotogramma di Olesya Rostova 

Nicolò Cristaldi, ex sindaco di Mazara del Vallo: "Nutro poche speranze"

"Il mio augurio, senza alcuna retorica, è che questa bimba, oggi diventata una giovane donna, possa essere trovata. Personalmente, però, nutro poche speranze sul fatto che Olesya Rostova possa essere Denise, spero di sbagliarmi e di poter festeggiare" dice all'Adnkronos è Nicolò Cristaldi, ex sindaco di Mazara del Vallo (Trapani) dal 2009 al 2019.

"In tutti questi anni siamo stati abituati a segnalazioni e avvistamenti dati quasi per certi e che poi hanno lasciato spazio a una profonda delusione - dice con amarezza l'ex primo cittadino -. Restiamo cauti, ma è ovvio che se davvero dovesse essere Denise sarebbe una gioia enorme per l'intera comunità, un segnale grandioso in questo momento caratterizzato dalla tristezza quotidiana". Durante la sindacatura di Cristaldi proprio a Denise e a tutti i bimbi scomparsi è stato dedicato un monumento. Una stele con dei fori per consentire il passaggio della luce sistemata proprio di fronte alla scuola frequentata dalla piccola.

La storia della scomparsa di Denise Pipitone

È il primo settembre del 2004 quando la piccola Denise, una bimba di quasi quattro anni, sta giocando con i cuginetti in strada vicino alla casa della nonna materna. A Mazara del Vallo, grosso centro in provincia di Trapani. La zia grida: "E' pronto!". Denise resta sola in via la Bruna. Mancano pochi minuti a mezzogiorno. Quella è stata l'ultima volta che la piccola è stata vista. Sta guardando attraverso il cancello la casa della zia. Poi, il nulla.

Sono trascorsi 17 lunghi anni. Ci sono stati processi, avvistamenti, appelli disperati della madre, Piera Maggio, ma niente. Di Denise Pipitone si sono perse le tracce. Sembra svanita nel nulla. Gli inquirenti iniziano sin da subito, dalle prime ore, a cercarla, ovunque. Anche se mamma Piera più volte lamenta falle nelle ricerche, nelle varie inchieste.

Un mese e mezzo dopo la scomparsa arriva una segnalazione. E Mamma Piera spera. Ma sarà solo la prima di una lunga, lunghissima serie di avvistamenti, tutti andati a vuoto. È il 18 ottobre 2004 e a Milano una guardia giurata nota un gruppo di nomadi. Ci sono un uomo, due donne e tre bambini piccoli. Una bimba ha la testa coperta da un cappuccio. Anche se fa caldo. Sembra assomigliare alla piccola Denise. C'è un video che inizia a girare.

Piera crede che sia proprio lei, Denise. Ma non se ne saprà più nulla. Il calvario di Piera è solo all'inizio. Nel frattempo le indagini proseguono e scandagliano la vita privata di Piera Maggio e di tutta la sua famiglia. Viene così fuori che Denise non è la figlia naturale del marito di Piera Maggio, Toni Pipitone, che lavora in Germania. Ma di Piero Pulizzi, che è il marito di un'amica della sorella di Piera, un uomo sposato che ha avuto una relazione con lei. Da questa relazione sentimentale è nata la piccola Denise. Sui giornali, e anche in città, si scatenano i pettegolezzi.

Nel frattempo Piero Pulizzi divorzia dalla moglie, Anna Corona. La figlia più grande, Jessica Pulizzi, allora 17 anni, finisce sotto la lente degli investigatori.

A suo carico c'è una sola confusa intercettazione ambientale, molto discussa: una conversazione tra Jessica Pulizzi e la madre Anna Corona, negli uffici della Polizia, dove dovevano essere interrogate. Una frase risentita mille volte, da accusa e difesa. Detta in dialetto. "Io a casa c'a purtai (a casa gliela portai)'', dice Jessica. Per gli investigatori dell'epoca una frase chiave. Così la ragazza viene accusata di sequestro in concorso.

Secondo un'ipotesi investigativa della Procura Jessica avrebbe portato prima Denise a casa del padre e non trovandolo l'avrebbe consegnata ad altre persone. Che, però, non sono mai state individuate. Intanto, ci sono altre segnalazioni. Come quella della ragazzina che nel 2015 scrive su Facebook proprio a Piera Maggio dicendole di essere sua figlia. Ma è un falso. E la ragazzina viene smascherata dal programma 'Chi l'ha visto?' di Federica Sciarelli. Dolore che si aggiunge a dolore.

Nel frattempo, Jessica finisce sotto processo, con l'ex fidanzatino accusato di false dichiarazioni ai pm. Ma dopo vari processi la ragazza è stata assolta, anche in appello. Il pm nel 2015 ha chiesto la condanna a 15 anni di carcere. Non accolta dalla Corte d'appello. Nel processo d'appello viene poi fuori un'altra intercettazione ambientale, che risale all'11 ottobre 2004, cioè un mese e mezzo dopo la scomparsa della piccola Denise. Un perito in aula, dopo un lavoro di pulitura dei nastri magnetici, ascolta una frase ritenuta interessante. A suo avviso Jessica dice alla sorella minore Alice: ''Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise ndr). A quel punto la Procura di Marsala apre un altro fascicolo per omicidio e Anna Corona, ex moglie del padre naturale della bambina, diventa la principale indiziata. Ma quella conversazione era 'sporca', cioè non si sentiva bene. Dunque non era utilizzabile. Nessuna responsabilità accertata. Alice Pulizzi, ascoltata in aula, ha negato anche con forza di avere mai accusato la madre pronunciando una frase del genere. Per la donna è stata poi chiesta l'archiviazione.

Il 19 aprile 2017 arriva la sentenza definitiva per Jessica Pulizzi. Ancora assolta. Non ha nulla a che fare con la scomparsa della piccola secondo la giustizia italiana. Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Luigi Orsi aveva parlato di ''assenza di indizi e prove certe'' nei confronti di Jessica Pulizzi. Secondo il procuratore non c'erano elementi per dimostrare ''che nei 15 minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia effettivamente compiuto''. La scomparsa di Denise resta un giallo fitto, senza soluzione. C'è però una famiglia che spera, continuerà sempre a cercarla, e lo farà fino all'ultimo.

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