Lunedì, 12 Aprile 2021
La soluzione del caso o l'ennesimo vicolo cieco? / Trapani

Denise Pipitone e Olesya Rostova: l'esame del Dna e le ultime notizie in diretta

La ragazza russa Olesya Rostova è Denise Pipitone? La bimba rapita il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo è davvero stata ritrovata? Un giallo lungo 17 anni che potrebbe non essere ancora finito

Oggi mercoledì 7 aprile la messa in onda della puntata registrata ieri, una delle giornate più lunghe mai vissute da Piera Maggio: la mamma di Denise Pipitone, la bambina di 4 anni scomparsa nel nulla da Mazara del Vallo il primo settembre del 2004 ha aspettato nella sua casa i risultati delle analisi del sangue e del Dna comparato con quello di Olesya, la ragazza apparsa la scorsa settimana in una tv nazionale russa. 

La tv russa che tiene in pugno, sfruttandolo per l'audience, il caso di Olesya Rostova, mantiene il massimo riserbo persino sul gruppo sanguigno fino alla messa in onda della puntata prevista per oggi 7 aprile intorno alle 19:00.  

  • L'avvocato di Piera Maggio: Olesya non è Denise - "Ieri preservando la privacy sul gruppo sanguigno di Denise e Olesya, durante il programma russo, è stato rivelato che il gruppo sanguigno di Olesya è diverso da quello di Denise. Oggi abbiamo, in ogni caso ritenuto corretto trasmettere nota alla Procura della Repubblica di Marsala che valuterà se procedere ad ulteriori accertamenti". Così l'avvocato Giacomo Frazzitta che parla anche a nome di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone.
    "Si è preferito accelerare i tempi di verifica - prosegue l'avvocato Frazzitta - seguendo i contatti in via privata con l'avvocato di Olesya, poiché una eventuale rogatoria con la Russia avrebbe comportato tempi più lunghi ed, invece, si reputava necessario conoscere almeno il dato preliminare del gruppo sanguigno, prima possibile, per poi meglio approfondire la vicenda". 

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  • Durante la trasmissione in onda sulla tv russa l'avvocato Giacomo Frazzitta ha chiesto a Olesya Rostova: "Cara Olesya se il gruppo sanguigno è quello di Denise noi proseguiremo con l'esame del Dna. Dicci qual è il tuo gruppo sanguigno". 

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La trasmissione televisiva si chiama "Lasciali parlare" e va in onda sull'emittente russa Primo canale 

Tuttavia l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la madre della piccola Denise Pipitone, avrebbe già fatto chiaramente intendere che Olesya non è Denise conversando con i giornalisti di Fanpage. Dopo essersi trincerato dietro un certo riserbo, ha spiegato come la puntata che oggi andrà in onda farà cessare le speculazioni su questa storia dolorosa.

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Denise Pipitone: le ultime notizie dalla Russia

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Chi è davvero Olesya Rostova che la tv russa avrebbe fatto passare per Denise Pipitone

Nei giorni scorsi una trasmissione russa su 'Primo Canale' ha mostrato una ragazza di nome Olesya Rostova che, secondo l'emittente, potrebbe essere Denise. E per oggi era prevista la partecipazione dell'avvocato in trasmissione, via streaming. ''La speranza di trovare e riabbracciare Denise non è mai mancata - ha fatto sapere nei giorni scorsi Piera Maggio - In questi anni l'abbiamo sempre cercata, anche in tutte quelle segnalazioni, avvistamenti, che poi sono risultati nulli. Anche in questo caso andremo cauti, si proseguirà con la comparazione del gruppo sanguigno e se sarà il caso procederemo con il Dna. Ci speriamo tanto però allo stesso tempo non vogliamo illuderci''.

Qui di seguito la diretta di ieri 6 aprile.

  • Denise, aggiornamento ore 18:04 - "Non ho ancora notizie, sto sentendo proprio in questi minuti la tv russa ma non abbiamo ancora nessun accordo. Con qualunque esito, oggi sarà il nostro ultimo intervento mediatico. Ci spogliamo da tutto e affidiamo la vicenda alla Procura di Marsala e al Ris di Messina dove si trova il Dna di Denise Pipitone". Lo dice all'agenzia Dire l'avvocato Giacomo Frazzitta, il legale che assiste e parla a nome di Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone, la bimba scomparsa nel 2004 a Mazara del Vallo. "Speriamo di ottenere dalla trasmissione russa il risultato preliminare", prosegue l'avvocato, che ribadisce "cautela" sulla somiglianza tra Olesya Rostov. "Per noi non valgono le valutazioni personali e soggettive, ma esclusivamente quelle tecniche".
  • Denise, aggiornamento ore 17:20 - A Pomeriggio 5 sono state mostrate alcune fotografie inediti di Olesya, vi sarebbe anche un'altra famiglia che chiede di comparare il Dna.
  • Denise, aggiornamento ore 17:00 - L'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone ha spiegato che parteciperà alla registrazione del programma con la Tv russa che sarà mandato in onda domani e che l'esito degli esami verrà "subito comunicato alla Procura di Marsala" che indaga sul caso e che sulla vicenda verrà mantenuto un comprensibile riserbo fino a domani. "Ho appena ricevuto una mail dall'avvocato di Olesya Rostova che conferma la volontà di cooperazione con noi e accetta la richiesta di fornirci i risultati degli esami scientifici sulla ragazza prima del collegamento di oggi".

  • Alle 17 avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, parteciperà via Skype alla trasmissione della tv Primo Canale della Russia in cui si conoscerà il contenuto della comunicazione sull'esame del sangue della giovane Olesya, la ragazza russa che potrebbe essere Denise. "Ho l'embargo sul contenuto - spiega ancora Frazzitta - posso solo dire che trasmetteremo tutto in Procura a Marsala e i magistrati sanno cosa fare". 

La storia di Denise Pipitone

È il primo settembre del 2004 quando la piccola Denise, una bimba paffutella di quasi quattro anni con gli occhioni grandi marroni, sta giocando con i cuginetti in strada vicino alla casa della nonna materna. A Mazara del Vallo, grosso centro in provincia di Trapani. La zia grida: "E' pronto!". Denise resta sola in via la Bruna. Mancano pochi minuti a mezzogiorno. Quella è stata l'ultima volta che la piccola è stata vista. Sta guardando attraverso il cancello la casa della zia. Poi, il nulla.

Sono trascorsi 17 lunghi anni. Ci sono stati processi, avvistamenti, appelli disperati della madre, Piera Maggio, ma niente. Di Denise Pipitone si sono perse le tracce. Sembra svanita nel nulla. Gli inquirenti iniziano a cercarla, ovunque. O forse no. Mamma Piera più volte lamenta falle nelle ricerche, nelle varie inchieste.

Un mese e mezzo dopo la scomparsa arriva una segnalazione. E Mamma Piera spera. Ma sarà solo la prima di una lunga, lunghissima serie di avvistamenti, tutti andati a vuoto. È il 18 ottobre 2004 e a Milano una guardia giurata nota un gruppo di nomadi. Ci sono un uomo, due donne e tre bambini piccoli. Una bimba ha la testa coperta da un cappuccio. Anche se fa caldo. Sembra assomigliare alla piccola Denise. C'è un video che inizia a girare. Si chiama 'Danas'.

Piera crede che sia proprio lei, Denise. Ma nel frattempo i nomadi sono spariti da Milano. Il calvario di Piera è solo all'inizio. Nel frattempo le indagini proseguono e scandagliano la vita privata di Piera Maggio e di tutta la sua famiglia. Viene così fuori che Denise non è la figlia naturale del marito di Piera Maggio, Toni Pipitone, che lavora in Germania. Ma di Piero Pulizzi, che è il marito di un'amica della sorella di Piera, un uomo sposato che ha avuto una relazione con lei. Da questa relazione sentimentale è nata la piccola Denise. Sui giornali, e anche in città, si scatenano i pettegolezzi.

Nel frattempo Piero Pulizzi divorzia dalla moglie, Anna Corona. Le figlie della coppia, Jessica e Alice, odiano Piera Maggio. Perché la ritengono responsabile di quel divorzio. La più grande, Jessica Pulizzi, di 17 anni, finisce sotto la lente degli investigatori.

A suo carico una intercettazione ambientale, molto discussa, di una conversazione ambientale tra Jessica Pulizzi e la madre Anna Corona, negli uffici della Polizia, dove dovevano essere interrogate. Una frase risentita mille volte, da accusa e difesa. Detta in dialetto. "Io a casa c'a purtai (a casa gliela portai)'', dice Jessica. Per gli investigatori dell'epoca una frase chiave. Così la ragazza viene accusata di sequestro in concorso.

Secondo la Procura Jessica avrebbe portato prima Denise a casa del padre e non trovandolo l'avrebbe consegnata ad altre persone. Che, però, non sono mai state individuate. Intanto, ci sono altre segnalazioni. Come quella della ragazzina che nel 2015 scrive su Facebook proprio a Piera Maggio dicendole di essere sua figlia. Ma è un falso. E la ragazzina viene smascherata dal programma 'Chi l'ha visto?' di Federica Sciarelli.

Nel frattempo, Jessica finisce sotto processo, con l'ex fidanzatino, Gaspare Galeb, accusato di false dichiarazioni ai pm. Ma dopo vari processi la ragazza è stata assolta, anche in appello. Il pm nel 2015 ha chiesto la condanna a 15 anni di carcere. Non accolta dalla Corte d'appello. Nel processo d'appello viene poi fuori un'altra intercettazione ambientale, che risale all'11 ottobre 2004, cioè un mese e mezzo dopo la scomparsa della piccola Denise. Un perito in aula, dopo un lavoro di pulitura dei nastri magnetici, ascolta una frase ritenuta interessante. A suo avviso Jessica dice alla sorella minore Alice: ''Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise ndr). A quel punto la Procura di Marsala apre un altro fascicolo per omicidio e Anna Corona, ex moglie del padre naturale della bambina, diventa la principale indiziata. Ma quella conversazione era 'sporca', cioè non si sentiva bene. Dunque non era utilizzabile. E Alice Pulizzi, ascoltata in aula, ha negato anche con forza di avere mai accusato la madre pronunciando una frase del genere. Per la donna è stata poi chiesta l'archiviazione.

Il 19 aprile 2017 arriva la sentenza definitiva per Jessica Pulizzi. Ancora assolta. Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Luigi Orsi aveva parlato di ''assenza di indizi e prove certe'' nei confronti di Jessica Pulizzi. Secondo il procuratore non c'erano elementi per dimostrare ''che nei 15 minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia effettivamente compiuto''.  

Denise, la Pm Angioni: "Nel 2004 problemi durante le indagini"

Abbiamo avuto grossi problemi. Abbiamo capito che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo. A un certo punto, quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel disperato tentativo di salvare il salvabile". A dirlo è la pm Maria Angioni, magistrato che si è occupata del caso di Denise Pipitone nel 2004, intervenendo alla trasmissione 'Ore 14' su Rai due.  "Sono parole estremamente gravi quelle del magistrato Angioni - ha commentato Klaus Davi nel corso della trasmissione - Trovo significativo che un magistrato accusi la polizia giudiziaria di aver fatto trapelare le notizie coperte da segreto. Se questo è vero, dovrebbe partire immediatamente un'indagine. In altre procure simili episodi sono stati oggetto di indagini, processi e condanne, quindi invito la dottoressa Angioni o chi di dovere a fare altrettanto". 

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