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Domenica, 23 Gennaio 2022
La bimba scomparsa nel 2004

Denise Pipitone, archiviata l'indagine sulla scomparsa: "No al colpevole a ogni costo"

Accolta la richiesta della procura. Le indagini sulla sparizione della piccola da Mazara del Vallo nel 2004 erano state riaperte la scorsa primavera

Il  gip di Marsala ha archiviato l'indagine sulla scomparsa di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo il 1 settembre 2004. Accolta la richiesta avanzata dalla Procura. La nuova indagine, aperta la scorsa primavera, aveva visto coinvolti Anna Corona, ex moglie del padre naturale della bambina, Giuseppe Della Chiave e due coniugi, Antonella Allegrini e Paolo Erba, accusati di false dichiarazioni al pm. La richiesta di archiviazione per Erba e Allegrini ha fatto seguito alla loro ammissione di aver mentito fornendo falsi elementi sul coinvolgimento della Corona nel caso. Per gli altri due indagati, invece, secondo la Procura, non sarebbero emersi elementi tali da sostenere l'accusa in giudizio. Alla richiesta di archiviazione per Anna Corona si era opposto l’avvocato Piero Frazzitta, legale della madre di Denise, Piera Maggio.

"Quante colpe ha la stampa nell'aver criminalizzato Anna Corona, assolutamente estranea a questa vicenda. C'è stato un accanimento ingiustificato, ingiustificabile nei confronti di questa donna, che doveva essere colpevole perché a dirlo era la stampa", ha detto all'Adnkronos  l'avvocato Gioacchino Sbacchi, che insieme a Fabrizio Torre difende Anna Corona. "Abbiamo comunicato la decisione del gip alla signora Corona che non ha nascosto né la sua commozione né la serenità direi olimpica che ha sempre avuto, affrontando una vicenda più grande di lei", ha aggiunto Sbacchi. "Senza presunzione - ha commentato l'avvocato -, non c'era nessun elemento, erano tutte considerazioni, opinioni, interpretazioni buttati là per la stampa". L’avvocato di Piera Maggio ha preferito non commentare.

Il gip: “No al colpevole ad ogni costo”

"Compito del sistema giudiziario non è quello di trovare a tutti i costi un colpevole, a prescindere dalla verità degli accadimenti e dalla sostenibilità di un'accusa in giudizio, onde 'attutire' in qualche misura l'immenso dolore delle persone offese e o soddisfare il desiderio di giustizia e verità per Denise non solo insito naturalmente nelle persone offese, ma ormai 'fatto proprio' dalla generalità dell'opinione pubblica, che da sempre segue con estremo interesse ed empatia la drammatica vicenda di cronaca", ha scritto il gip, che parla anche di "condizionamento e inquinamento probatorio che può derivare ed è derivato dalla trattazione mediatica del caso di cronaca e dei suoi risvolti giudiziari". Il gip fa riferimento a Erba e Allegrini, i due falsi testimoni che avevano inventato di essere a conoscenza diretta di particolari sulla scomparsa di Denise che avrebbero incastrato Anna Corona e che invece avevano appreso dalla tv, come hanno dimostrato i pm.

"Con tali considerazioni - ha scritto il giudice - non si intende certo incoraggiare il silenzio o la reticenza di chi, anche col privilegio del dubbio, possa fornire informazioni di qualsiasi tipo potenzialmente utili alle indagini" ma al contrario "si ritiene fermamente che sia compito della magistratura vagliare con scrupolo qualsivoglia pista percorribile nella ricerca della verità, anche e soprattutto a distanza di così lungo tempo dai fatti, quando ogni 'appiglio' investigativo appare meritevole di approfondimento".

"Ma se nell'incoraggiare chi sa a 'parlare' un notevole contributo può derivare (laddove non sia sufficiente il senso civico), ed è nella specie derivato, proprio dalla diffusività dei media, deve tuttavia sottolinearsi come purtroppo, nel caso di specie, quello che la Procura ha definito il 'corto circuito mediatico/giudiziario che si è venuto a creare' abbia anche ingenerato, molto pericolosamente, 'false piste e inutili speranze'", ha ammonito il gip.

Il giudice ha poi sottolineato che l'archiviazione "non significa abbandonare ogni speranza o concreta possibilità di far luce sull'andamento dei fatti. Anzi, come sottolineato dal pm è interesse della Procura, è interesse della magistratura nel suo insieme perseguire la verità e continuare a indagare laddove auspicabilmente emergano ulteriori elementi suscettibili di approfondimento per comprendere cosa sia accaduto Denise e perseguire penalmente i responsabili del suo sequestro".

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