Venerdì, 16 Aprile 2021
La speranza è sempre viva / Trapani

Piera Maggio: "Ci abbiamo sperato senza mai perdere lucidità, Denise Pipitone va cercata"

Olesya Rostova non è Denise Pipitone. Ma la speranza di ritrovare la bimba scomparsa il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo, quando aveva solo 4 anni, è sempre viva: "Denise Pipitone è diventata la figlia di tutta Italia e va cercata"

Capitolo chiuso. Il circo mediatico imbastito dalla tv russa è finito. Olesya Rostova non è Denise Pipitone. Ma la speranza di ritrovare la bimba scomparsa il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo, quando aveva solo 4 anni, è sempre viva.

Piera Maggio: "Continueremo nella nostra battaglia"

Sulla pagina Facebook Missing Denise Pipitone Mp, quella "ufficiale", che da anni tiene alta l'attenzione sul caso, stamattina è stato pubblicato un messaggio a firma Piera Maggio e Pietro Pulizzi, i genitori di Denise: "Ci abbiamo sperato senza mai perdere quella sana lucidità che dall'inizio della segnalazione abbiamo avuto, l'esser cauti. Sono stati giorni difficili, pieni di tensione. Adesso continueremo nella nostra battaglia come abbiamo sempre fatto. Denise è diventata la figlia di tutta Italia e va cercata. Ringraziamo di cuore tutti per l'affetto e la vicinanza".

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Piera Maggio da anni lotta affinché non cali il silenzio sul caso della figlia. Ieri è stato reso pubblico che gli esiti del risultato del gruppo sanguigno della ragazza russa non corrispondono a quelli della bambina scomparsa. 

"Ho depositato  alla Procura di Marsala la documentazione su Olesya, che mi è stata inviata ieri prima del collegamento con il primo canale della Tv russa" ha detto ieri l'avvocato Giacomo Frazzitta, difensore di Piera Maggio, che ha rimarcato alcuni aspetti grotteschi della vicenda: "Durante la trasmissione - racconta il legale - a un certo punto è stata presentata una presunta sorella della protagonista del caso, anche lei russa, alla quale è stato chiesto cosa proverebbe nel caso Olesya dovesse trasferirsi in Sicilia".

L'ultimo identikit disponibile di Denise Pipitone 

L'ultimo identikit commissionato un anno fa dalla procura di Marsala ai Ris dei Carabinieri ed effettuato attraverso l'"age progression", una stima di invecchiamento che permette di ricostruire come potrebbe essere oggi, a più di 20 anni, Denise Pipitone è il seguente:

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Nel corso di questi anni le ricerche della "piccola" Denise, nonostante le tante segnalazioni arrivate, non hanno dato l'esito sperato. 

Nonostante tutti questi anni trascorsi, i processi, le delusioni e le sofferenze, i genitori di Denise non hanno mai perso le speranze di ritrovare viva la figlia.

Denise Pipitone: tutte le tappe dal 2004 a oggi

È il primo settembre del 2004 quando la piccola Denise, una bimba di quasi quattro anni, sta giocando con i cuginetti in strada vicino alla casa della nonna materna. A Mazara del Vallo, grosso centro in provincia di Trapani. La zia grida: "E' pronto!". Denise resta sola in via la Bruna. Mancano pochi minuti a mezzogiorno. Quella è stata l'ultima volta che la piccola è stata vista. Sta guardando attraverso il cancello la casa della zia. Poi, il nulla.

Sono trascorsi 17 lunghi anni. Ci sono stati processi, avvistamenti, appelli disperati della madre, Piera Maggio, ma niente. Di Denise Pipitone si sono perse le tracce. Sembra svanita nel nulla. Gli inquirenti iniziano sin da subito, dalle prime ore, a cercarla, ovunque. Anche se mamma Piera più volte lamenta falle nelle ricerche, nelle varie inchieste.

Un mese e mezzo dopo la scomparsa arriva una segnalazione. E Mamma Piera spera. Ma sarà solo la prima di una lunga, lunghissima serie di avvistamenti, tutti andati a vuoto. È il 18 ottobre 2004 e a Milano una guardia giurata nota un gruppo di nomadi. Ci sono un uomo, due donne e tre bambini piccoli. Una bimba ha la testa coperta da un cappuccio. Anche se fa caldo. Sembra assomigliare alla piccola Denise. C'è un video che inizia a girare e che convince molti.

Denise Pipitone: Mai rintracciata la bambina segnalata a #Milano da una guardia giurata a #chilhavisto. “Aveva un accento siciliano”, ricorda l’avvocato Frazzita in diretta. pic.twitter.com/RgK6FIj7FS

— Chi l'ha visto? (@chilhavistorai3) March 31, 2021

Piera crede che sia proprio lei, Denise. Ma non se ne saprà più nulla, mai. Il calvario di Piera Maggio è solo all'inizio. Nel frattempo le indagini proseguono e scandagliano la vita privata di Piera Maggio e di tutta la sua famiglia. Viene così fuori che Denise non è la figlia naturale del marito di Piera Maggio, Toni Pipitone, che lavora in Germania. Ma di Piero Pulizzi, che è il marito di un'amica della sorella di Piera, un uomo sposato che ha avuto una relazione con lei. Da questa relazione sentimentale è nata la piccola Denise. Sui giornali, e anche in città, si scatenano i pettegolezzi.

Nel frattempo Piero Pulizzi divorzia dalla moglie, Anna Corona. La figlia più grande, Jessica Pulizzi, allora 17 anni, finisce sotto la lente degli investigatori.

A suo carico c'è una sola confusa intercettazione ambientale, molto discussa: una conversazione tra Jessica Pulizzi e la madre Anna Corona, negli uffici della Polizia, dove dovevano essere interrogate. Una frase risentita mille volte, da accusa e difesa. Detta in dialetto. "Io a casa c'a purtai (a casa gliela portai)'', dice Jessica. Per gli investigatori dell'epoca una frase chiave. Così la ragazza viene accusata di sequestro in concorso.

Secondo un'ipotesi investigativa della Procura Jessica avrebbe portato prima Denise a casa del padre e non trovandolo l'avrebbe consegnata ad altre persone. Che, però, non sono mai state individuate. Intanto, ci sono altre segnalazioni. Come quella della ragazzina che nel 2015 scrive su Facebook proprio a Piera Maggio dicendole di essere sua figlia. Ma è un falso. E la ragazzina viene smascherata dal programma 'Chi l'ha visto?' di Federica Sciarelli. Dolore che si aggiunge a dolore.

Nel frattempo, Jessica finisce sotto processo, con l'ex fidanzatino accusato di false dichiarazioni ai pm. Ma dopo vari processi la ragazza è stata assolta, anche in appello. Il pm nel 2015 ha chiesto la condanna a 15 anni di carcere. Non accolta dalla Corte d'appello. Nel processo d'appello viene poi fuori un'altra intercettazione ambientale, che risale all'11 ottobre 2004, cioè un mese e mezzo dopo la scomparsa della piccola Denise. Un perito in aula, dopo un lavoro di pulitura dei nastri magnetici, ascolta una frase ritenuta interessante. A suo avviso Jessica dice alla sorella minore Alice: ''Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise ndr). A quel punto la Procura di Marsala apre un altro fascicolo per omicidio e Anna Corona, ex moglie del padre naturale della bambina, diventa la principale indiziata. Ma quella conversazione era 'sporca', cioè non si sentiva bene. Dunque non era utilizzabile. Nessuna responsabilità accertata. Alice Pulizzi, ascoltata in aula, ha negato anche con forza di avere mai accusato la madre pronunciando una frase del genere. Per la donna è stata poi chiesta l'archiviazione.

Il 19 aprile 2017 arriva la sentenza definitiva per Jessica Pulizzi. Ancora assolta. Non ha nulla a che fare con la scomparsa della piccola secondo la giustizia italiana. Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Luigi Orsi aveva parlato di ''assenza di indizi e prove certe'' nei confronti di Jessica Pulizzi. Secondo il procuratore non c'erano elementi per dimostrare ''che nei 15 minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia effettivamente compiuto''.

Anche la pista russa si è rivelata falsa. La scomparsa di Denise resta un giallo fitto, senza soluzione. C'è però una famiglia che continuerà sempre a cercarla, e lo farà fino all'ultimo. "Denise non è sparita nel nulla, è stata sequestrata sotto casa mia e non è stato uno qualsiasi. Chi l’ha presa sapeva molto bene quello che faceva" ha detto in passato  Piera Maggio, che ribadisce il peso che avrebbero avuto alcuni errori commessi nelle indagini nell'immediato. "I primi momenti sono fondamentali. Fu controllata una casa sbagliata. Non abbiamo delle persone preposte a lavorare alla scomparsa di un bambino piccolo e agire nell’immediatezza. Spero che qualcuno si metta una mano sulla coscienza, mi rivolgo a chi sa e non parla". La speranza non morirà mai. Il sito ufficiale delle ricerche è cerchiamodenise.it.

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