Fuga nella notte: due detenuti evadono dal carcere di Carinola

Due detenuti di nazionalità albanese sono riusciti a scappare dalla loro cella nella notte tra sabato e domenica. Le forze dell'ordine hanno fatto scattare immediatamente le ricerche

Foto di repertorio

Nella notte due detenuti del carcere di Carinola, in provincia di Caserta, sono riusciti a forzare le sbarre della loro cella e ad evadere. La fuga sarebbe avvenuta tra l'una e le tre di notte. Le forze dell'ordine hanno fatto immediatamente scattare le ricerche. Le operazioni sono coordinate dalla Polizia penitenziaria con il supporto di Carabinieri e Polizia di Stato.

Caserta, chi sono i detenuti evasi dal carcere di Carinola

Evita Markja, 26 anni, e Adriatik Geca, 20 anni, entrambi di nazionalità albanese, sono i due detenuti evasi nella notte tra sabato e domenica dalla casa di reclusione “Novelli” di Carinola.

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Evita Markja, 26 anni, e Adriatik Geca, 20 anni (Foto da CasertaNews)

Markja era detenuto per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale; il suo connazionale e compagno di evasione Geca era in cella per furto, lesioni personali e sequestro di persona. Sono in corso le ricerche degli evasi su tutto il territorio della provincia di Caserta coadiuvati dalla compagnia carabinieri di Mondragone e dalla polizia penitenziaria di Carinola.

Evasione da Carinola, il sindacado Uilpa: "Carceri colabrodo"

''Ancora una duplice evasione nelle carceri italiane. Questa volta dalla Casa di Reclusione di Carinola. Così, dopo l'evaso di Cosenza, si conta la poco invidiabile media di tre detenuti in una settimana. Siamo all'evidente fallimento della gestione penitenziaria, con le carceri che sembrano divenute colabrodo e la Polizia penitenziaria che viene messa alla berlina per l'incapacità, o la mancanza di volontà, della politica di intraprendere un percorso virtuoso di investimento e rilancio del sistema di esecuzione penale''. Così Gennarino De Fazio, per la Uilpa Polizia Penitenziaria nazionale, commenta la duplice evasione avvenuta dal carcere di Carinola a una settimana esatta dalla rocambolesca fuga dalla Casa Circondariale di Cosenza.

''Il sacrificio delle donne e degli uomini del Corpo di polizia penitenziaria che ogni giorno rappresentano lo Stato nelle patrie galere - continua De Fazio - quale ultimo baluardo di legalità, nonostante vuoti organici, carenze di risorse economiche, fatiscenza delle strutture e tecnologie insignificanti, subendo anche continue aggressioni da parte dei detenuti, non può essere reso vano da chi detiene la responsabilità amministrativa e, soprattutto, politica delle carceri. Tutto ciò non può non indurre a ragionamenti più approfonditi e, magari, ad un'autocritica dalle parti di Via Arenula".

"Il ministro Bonafede faccia in modo che l'inasprimento delle pene non riguardi solo chi si scaglia contro le forze dell'ordine nelle manifestazioni di piazza, ma si batta e pretenda l'introduzione di un nuovo reato - o almeno di un aggravante che aumenti il minimo edittale - per chi commette violenze ai danni degli operatori della sicurezza trovandosi in stato di detenzione''. ''Apprezziamo - conclude De Fazio - la 'buona volontà' del Capo del Dap Basentini che proprio ieri ha informalmente rappresentato di voler convocare i sindacati mercoledì prossimo per ragionare proprio di organici e di eventi critici, ma temiamo che senza l'istituzione di una task force permanente al ministero della giustizia e investimenti certi e immediati del Governo, si possa dibattere solo di pannicelli caldi''.

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