Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Coppia dell'acido, l'avvocato: "Alex sciocco, ma non colpevole"

Il broker tedesco Alexander Boettcher è imputato con l'accusa di associazione a delinquere per due aggressioni con l'acido compiute a Milano nel novembre 2014

Un'arringa difensiva che sta facendo discutere. Alexander Boettcher è probabilmente "uno sciocco", ma non è colpevole. Si potrebbe sintetizzare così il concetto espresso dal suo legale, l'avvocato Michele Andreano, nel corso dell'arringa nel processo che vede il broker tedesco imputato con l'accusa di associazione a delinquere per due aggressioni con l'acido compiute a Milano nel novembre 2014.

E' vero, sottolinea il legale in un passaggio della memoria difensiva da 240 pagine depositata al Tribunale, che la personalità di Boettcher è contraddistinta "da profondi turbamenti, devianze di natura comportamentale e sessuale, eventualmente anche da dipendenze di natura tossicologica", ma dagli atti processuali non è emersa "in nessun caso la prova incontrovertibile della partecipazione dell'imputato ad un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei gravi reati contestati dalla pubblica accusa".

Accuse pesanti contro il pm Marcello Musso che secondo i difensori di Alexander Boettcher si è reso protagonista di un approccio investigativo "parcellizzato": ha adottato un "atteggiamento profondamente inquisitorio, teatrale e suggestivo manifestato in occasione dell'esame di testimoni favorevoli all'imputato", mentre è stato "morbido e accomodante" nei confronti di "tutti i soggetti chiamati a deporre su circostanze presumibilmente vantaggiose per le tesi sostenute da accusa e parti civili".

Il problema, lamentano ancora gli avvocati Michele Andreano e Giovanni nella loro memoria difensiva, sta tutto nelle indagini: se da un lato sono andate "ben oltre i limiti dei fatti contestati" toccando "aspetti intimi e personali degli imputati", dall'altro sono state caratterizzate da "lacune inquisitive incolmabili per ciò che concerne la posizione Magnani", il presunto complice della cosiddetta "coppia diabolica" che ha indossato le vesti del "grande accusatore" di Alex.

Il risultato di questo approccio investigativo è il "circo mediatico" che ha contraddistinto questo caso influenzando, orientando l'opinione pubblica : "La stampa italiana - denunciano ancora i difensori di Alexander Boettcher - ha sostanzialmente preso le parti dell'accusa, mostrando in modo reiterato immagini che delineavano un ritratto del Boettcher quale personaggio freddo, malvagio e manipolatore, con la conseguenza pratica di rendere l'aspetto mediatico di tale vicenda per certi versi sopravanzato rispetto a quello giudiziario".

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