Martedì, 15 Giugno 2021
RIQUALIFICAZIONI / Potenza

Viggiano, il Centro Olio Val d’Agri cambia veste e si tinge d'arte

Il progetto di riqualificazione durerà tre anni. Iniziata la creazione del Miglio artistico, l'opera di Raymundo Sesma che trasformerà il muro perimetrale in un quadro a cielo aperto 

MiglioImpianto-2

L’impianto industriale Centro Olio Val d'Angri cambia veste. L'Eni, azienda titolare del sito dove viene trattato il petrolio estratto dalle ampie riserve rinvenute nel sottosuolo della valle situata in provincia di Potenza, dove si trova il più grande giacimento dell'Europa continentale, ha elaborato insieme a Land, studio di architettura del paesaggio di fama europea dell’architetto Andreas Kipar, un progetto per la valorizzazione paesaggistica e architettonica dello stabile. Il piano prevede 8 diversi ambiti di intervento, da sviluppare nell’arco dei prossimi tre anni: si rifanno il look il muro perimetrale, il verde interno e esterno, i serbatoi di stoccaggio, i percorsi interni, gli edifici, l'ingresso, il parcheggio e l'illuminotecnica.

La prima fase dell’attività è già iniziata. Dovrebbe essere portata a termine entro il 2015 e punta tutto sul verde e sulla trasformazione del muro di recinzione dell’impianto in un’autentica opera d’arte, il "Miglio Artistico", ideato e dipinto da Raymundo Sesma. I lavori sono già partiti e ad essi prenderanno parte anche alcuni tirocinanti dell’Università della Basilicata. I primi 6 neo laureati sono già stati selezionati e sono all'opera sotto la supervisione dell’artista internazionale. 

Il Miglio Artistico. Il risultato sarà un’opera di 1.800 metri. "Si tratta  - spiega l'artista - di un progetto pittorico, cromatico, grafico, geometrico e di paesaggio, che pretende di andare oltre ciò che è stabilito e innestare nuova forza negli spazi urbani e industriali. Un concetto di architettura sociale che non consiste più solamente nel costruire un’architettura ma nel costruire idee che abbiano un interesse nei confronti delle persone che ne usufruiscono. In questo progetto l’impianto diventa una specie di laboratorio e il colore dà senso, significato, forma e identità ed è in grado di dare un nuovo valore paesaggistico ad un’architettura prettamente industriale, rivalutandola anche in termini economici. La scelta del giallo e del nero non solo parlano dell’identità del Centro Olio Val d’Agri, ma esprimono un dialogo con il contesto cromatico preesistente nella natura stessa della Valle: l'impianto, infatti, è collocato a poca distanza dai centri abitati ma allo stesso tempo è immerso nel verde della valle. I grigi, presenti in due toni diversi, invece rappresentano il colore dell’industria e affermano l’identità dell’impianto. Il verde è l’ultimo colore scelto che rappresenta il tramite tra contesto e costruito, un mediatore vicino alla natura che spinge la comunicazione verso l’intorno".

L'opera quindi non si limita a mitigare l’impatto visivo di uno stabilimento non sempre amato ma aspira ad essere molto di più. Eni, dal canto suo, alle polemiche che ogni tanto la vedono protagonista risponde con i numeri; solo pochi giorni fa l'azienda ha presentato il Local Report 2014 dal quale emerge che il numero degli occupati nel settore petrolifero in Basilicata è pari a 3.530 in aumento del 23,2% rispetto al 2013 e del 45,4% sul 2012. Il 54% dei lavoratori dell’indotto è residente in Basilicata. Per quanto riguarda i dipendenti diretti, il DIME presenta un organico pari a 409 persone in crescita del 17,5% rispetto al 2013. Tutti i lavoratori del DIME sono assunti a tempo indeterminato. Sul fronte ambientale l'azienda sottolinea che in Val d’Agri è attivo un sistema di monitoraggio ambientale, esteso un’area di circa 100 km2 intorno al Centro Olio, che non trova eguali al mondo per numerosità di punti di campionamento e tecnologie innovative.

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