Mercoledì, 27 Ottobre 2021
SENTENZE

L'Europa condanna l'Italia: dare cognome della madre ai figli è un diritto

La Corte europea per i diritti dell'uomo: "Definire per legge la possibilità di dare ai figli il solo cognome della madre". Tutto è partito da un'istanza di una coppia di Milano

Segnatevi questi due nomi: Alessandra Cusan e Luigi Fazzo. Da un'istanza di questa coppia la Corte Europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo ha infatti condannato l'italia a definire per legge la possibilità di dare ai figli il solo cognome della madre.

Cusan e Fazzo avevano fato appello all'Articolo 8 (diritto al rispetto per la privacy della vita di famiglia) e all'articolo 14 (che proibisce le discriminazioni) della Convenzione Europea dei diritti umani: secondo la sentenza i genitori devono avere il diritto di dare ai figli anche il solo cognome materno. Nella sentenza, che diverrà definitiva tra 3 mesi, i giudici indicano che l'Italia "deve adottare riforme" legislative o di altra natura per rimediare alla violazione riscontrata.

In pratica "è un diritto dei genitori poter dare ai figli solamente il cognome della madre". La Corte di Strasburgo riconosce "che la Corte costituzionale italiana ha sollecitato un intervento in materia, ma sottolinea anche che devono essere adottate delle riforme nella legislazione e nella pratica italiane" per renderle compatibili con la sentenza di oggi.

Tutto è iniziato quando lo Stato italiano ha impedito di registrare all'anagrafe la figlia Maddalena, nata il 26 aprile 1999, con il cognome materno anzichè quello paterno. La coppia, che sin da allora si è battuta per vedersi riconosciuto questo diritto, ha vinto oggi a Strasburgo. 

I giudici della Corte hanno infatti condannato l'Italia per avere violato il diritto di non discriminazione tra i coniugi in congiunzione con quello al rispetto della vita familiare e privata. In particolare, i giudici sostengono che "se la regola che stabilisce che ai figli legittimi sia attribuito il cognome del padre può rivelarsi necessaria nella pratica, e non è necessariamente una violazione della convenzione europea dei diritti umani, l'inesistenza di una deroga a questa regola nel momento dell'iscrizione all'anagrafe di un nuovo nato è eccessivamente rigida e discriminatoria verso le donne". Nella sentenza i giudici sottolineano anche che la possibilità introdotta nel 2000 di aggiungere al nome paterno quello materno non è sufficiente a garantire l'eguaglianza tra i coniugi e che quindi le autorità italiane dovranno cambiare la legge o le pratiche interne per mettere fine alla violazione riscontrata. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'Europa condanna l'Italia: dare cognome della madre ai figli è un diritto

Today è in caricamento