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Giovedì, 1 Giugno 2023
Il processo / Ancona

La strage di Corinaldo, anche Sfera Ebbasta e Fedez al processo: "Lo scenario peggiore"

Cinque ragazzi e una giovane mamma sono morti schiacciati nella calca dopo spruzzi di spray urticante. Gli artisti chiamati a riferire sulle condizioni di sicurezza del locale. I parenti delle vittime: "Mandati al macello"

Nella notte tra il 7 e l'8 dicembre del 2018 sei persone sono morte all'interno della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona). Schiacciati nella calca dopo spruzzi di spray urticante nel locale in cui si attendeva il dj-set di Sfera Ebbasta hanno perso la vita Benedetta Vitali e Mattia Orlandi di 15 anni, le 14enni Asia Nasoni ed Emma Fabini, Daniele Pongetti di 16 anni e la giovane mamma Eleonora Girolomini di 39 anni. E oggi al tribunale di Ancona nel processo bis per quanto accaduto nel locale sono stati sentiti Sfera Ebbasta e Fedez, chiamato a riferire sulle condizioni di sicurezza del locale in cui si esibì anche lui in dj-set in due occasioni nel 2015 e 2016. 

(Video di AnconaToday)

Fedez: "A Corinaldo lo scenario peggiore"

Fedez, assente nella precedente udienza per ragioni di salute, ha descritto quanto accaduto alla Lanterna come lo "scenario peggiore". Più elementi hanno portato alla tragedia: mix letale di condizioni e il prevedibile "cachet alto (17.500 euro il compenso previsto per Sfera, ndr), spesa bassa per i biglietti (20 euro, ndr) e capienza limitata (500 posti, ndr)". "Abbiamo un locale con una capacità di 500 persone, - ha ragionato -, un artista venduto in dj-set a 20-30mila euro, biglietto a 20 euro: chi gestisce la data è consapevole che il proprietario del locale per organizzarla dovrà strariempire il locale". Fedez ha raccontato di compensi fino a "60-70-80 mila euro" in locali anche più piccoli ma con prezzi e clientela tali che riuscivano a pareggiare i conti senza "riempiere a tappo" la sala.

Sfera Ebbasta: "Lo spray al peperoncino? Capitato altre volte"

Sul banco dei testimoni anche Gionata Boschetti cioè Sfera Ebbasta: quel giorno era il suo compleanno, dopo un'esibizione all'Altromondo Studios di Rimini, era arrivato con lo staff a un chilometro dalla Lanterna; il manager raggiunse a piedi il locale e venne informato della tragedia. "Mi era capitato altre volte lo spray al peperoncino agli show - ha detto Sfera - ma senza gravi conseguenze".  La sicurezza? "Lavorando con un'agenzia tra le più famose in Italia, immagino i contratti fossero con locali a norma". "Ci dicevano: lo show è sold-out, poi non so quante presenze".

"I ragazzi mandati al macello"

"Tutte le prove già esposte in tribunale parlano chiaro, quel locale risulta ancora come deposito agricolo e non potevano utilizzarlo come locale. Il perito stesso ha sottolineato che il Lanterna Azzurra non ha mai avuto l'agibilità. Negli anni hanno cercato con quattro condoni di sanarlo, di renderlo un locale di intrattenimento ma non hanno mai portato a termine le operazioni adeguate", ha detto all'Adnkronos Giuseppe Orlandi, papà di Mattia, morto nella strage di Corinaldo a 15 anni. "Mio figlio aveva già comprato da tempo il biglietto per quel dj set e con quello un posto al tavolo - ricorda Orlandi - mi sentivo confortato all'idea che una volta nel locale, con il posto a sedere, sarebbe stato al sicuro". 

Ai due cantanti, il padre di Mattia, Orlandi ha lanciato un appello affinché organizzino una serata insieme e il ricavato venga devoluto in parte per acquistare due ambulanze, una per la provincia di Ancona e una per Pesaro. 

"Il problema non è lo spray al peperoncino, che pure è una cosa gravissima, ma che eravamo in un posto senza alcuna norma, un magazzino agricolo strapieno. I ragazzi quella notte sono stati mandati al macello". Le parole all'Adnkronos di Paolo Curi, il marito di Eleonora Girolimini la giovane mamma morta nella discoteca.

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