Domenica, 17 Ottobre 2021
Lo studio

Disoccupazione, dramma infinito: dal 2008 perso un milione di posti

Ancora dati record per la disoccupazione. Il tasso di gennaio "dice" 12,9%: è il più alto dal 1977. Balzo disoccupazione giovanile: 42,4%. Negli ultimi cinque anni "bruciato" un milione di posti di lavoro

ROMA - Se è un ciclo, è un ciclo infinito. E più passa il tempo più i numeri peggiorano: record dopo record. Il tasso di disoccupazione di gennaio è balzato al 12,9%: peggior dato dall'inizio della crisi, in rialzo di 0,2 punti percentuali su dicembre e di 1,1 su base annua. 

I disoccupati sfiorano i 3,3 milioni nel 2013, con un +13,4% rispetto all’anno precedente, incremento che "interessa entrambe le componenti di genere e tutte le ripartizioni". A rilevarlo è l'Istat che sottolinea come si tratti del tasso più alto sia dall’inizio delle serie mensili - gennaio 2004 - sia delle trimestrali, primo trimestre 1977. 

Sale immancabilmente anche il tasso di disoccupazione giovanile, che interessa gli individui fra i 15 e i 24 anni, balzando al 42,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4 punti nel confronto con l’anno precedente. Cresce la disoccupazione, diminuisce tragicamente l'occupazione. Nel 2013 gli occupati sono infatti diminuiti di 478 mila unità rispetto al 2012, quindi quasi mezzo milione. Drammatico il dato totale: tra il 2008 e il 2013, gli anni della crisi, si contano 984 mila occupati in. Solo nell'ultimo anno l’occupazione italiana è calata di 500 mila unità, con un crollo del tasso di occupazione dal 60,6% del 2012 al 58,1% del 2013.

La riduzione dell'occupazione - spiega l'Istat - rimane più forte nelle regioni meridionali con un -4,6%, che significa 282mila lavoratori in meno. Torna a scendere nel 2013 anche il lavoro precario, definito dall’Istat come lavoro atipico: se i dipendenti a tempo indeterminato sono 190 mila in meno, quelli a tempo determinato sono in calo di 197 mila unità in un anno.

Infine, per chi il lavoro lo ha perso o non ce l'ha, chi un'occupazione non la cerca. Il tasso di inattività nella media 2013 sale infatti al 36,5%, con un incremento di 0,2 punti percentuali. L'Istat sottolinea che dopo il forte calo del 2012 la popolazione inattiva tra i 15 e i 64 anni è tornata a crescere. Tra i motivi della mancata ricerca del lavoro crescono in misura sostenuta lo studio e lo scoraggiamento. Che, numeri alla mano, appare quanto meno giustificato. 

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