Mercoledì, 23 Giugno 2021
LAVORO

Fiat, l'appello del vescovo di Melfi a Marchionne: "Domeniche libere agli operai"

Il vescovo di Melfi lancia un appello a Sergio Marchionne per non far lavorare gli operai dello stabilimento la domenica: "Non è per una questione di fede, semplicemente è un giorno in cui si riposa"

Un discorso semplice e concreto ma che oggi sembra essere davvero rivoluzionario, soprattutto se fatto da un uomo di Chiesa. A parlare è il vescovo di Melfi Gianfranco Todisco, che ha lanciato un appello a Sergio Marchionne per gli operai che lavorano nel rinomato stabilimento Fiat. Quello che il vescovo chiede all'amministratore delegato è di fermare la produzione per un giorno e lasciare la domenica libera a tutti i lavoratori

Niente Jeep Renegade e 500X dalle 22 di sabato alle 22 di domenica, in modo che tutti gli operai possano trascorrere "l'intera giornata di riposo festivo assieme ai propri familiari". Il tutto è contenuto in una lettera che il monsignore ha inviato a Marchionne, chiedendo all'ad "un miracoolo senza l'intervento divino". In effetti  dopo un accordo firmato dai sindacati confederali per la ristrutturazione delle linee di produzione, ci sono state nuove assunzioni e stabilizzazioni, ma la domenica libera è sparita e si lavora su turnazione. 

Quella del vescovo è una proposta che sta già creando dibattito e polemiche: già nei mesi scorsi il tema del lavoro festivo era stato affrontato e non erano mancati gli scontri tra sindacati e dirigenza aziendale. C'è anche un altro esempio, più recente: l'altra grande azienda "salvata", l'Electrolux, ha chiesto ai suoi operai di lavorare a ferragosto proprio per necessità produttive e di esportazione. Monsignor Todisco semplicemente non ci sta: 

In fin dei conti, consegnare un'automobile con un giorno di ritardo non sconvolge il piano di produzione, che in questo momento va a gonfie e tenendo gli operai a casa la domenica, l'auto prodotta a Melfi avrebbe un valore aggiunto, la dignità della persona umana al primo posto. Non è una questione di fede: anche chi non crede o non pratica può sperimentare gli effetti benefici del riposo domenicale

IL PARERE DEL PAPA - Intanto proprio mentre l'appello di monsignor Todisco arriva nelle mani di Marchionne, papa Francesco torna a parlare di lavoro: "La gestione dell'occupazione è una grande responsabilità umana e sociale, che non può essere lasciata nelle mani di pochi o scaricata su un 'mercato' divinizzato. Causare una perdita di posti di lavoro significa causare un grave danno sociale". 

Bergoglio si è detto profondamente "rattristato" dalla disoccupazione dilagante: "C'è gente senza lavoro, gente che non trova lavoro e che non ha la digità di portare il pane a casa, e mi rallegro tanto quando vedo che i governanti fanno tanti sforzi per trovare posti di lavoro e cercare che tutti abbiano un lavoro. Il lavoro è sacro il lavoro da dignità a una famiglia e dobbbiamo pregare perché non manchi il lavoro in una famiglia". 

Infine lancia una stoccata alla moderna "organizzazione del lavoro", che quasi per caso sembra essere proprio una frecciatina nei confronti dei grandi gruppi che negli ultimi anni hanno chiesto sacrifici ai propri dipendenti: "La moderna organizzazione del lavoro mostra talvolta una pericolosa tendenza a considerare la famiglia un ingombro, un peso, una passività, per la produttività del lavoro. A volte chi progetta è interessato alla gestione di forza-lavoro individuale, da assemblare e utilizzare o scartare secondo la convenienza economica. Quando l'organizzazione del lavoro tiene in ostaggio la famiglia, o addirittura ne ostacola il cammino, allora siamo sicuri che la società umana ha incominciato a lavorare contro se stessa!".

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