Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Milano

Tra un mese "la verità" sulla morte di Domenico Maurantonio

Sono attesi per la fine di settembre i risultati definitivi delle consulenze medico-legali, tossicologiche e genetiche condotte sul corpo del giovane studente padovano precipitato dall'Hotel Leonardo da Vinci di Milano. Esclusa, per ora, la "pista" degli stupefacenti

MILANO - Dovrebbero arrivare intorno alla fine del mese di settembre i risultati definitivi delle consulenze medico-legali, tossicologiche e genetiche condotte sul corpo di Domenico Maurantonio, lo studente padovano morto il 10 maggio scorso dopo essere precipitato dal quinto piano dell'Hotel Leonardo da Vinci di Milano, dove si trovava insieme ai suoi compagni di classe per una gita al sito Expo. Soltanto a quel punto sarà più chiara la dinamica di una vicenda che presenta ancora parecchi punti oscuri.

LE INDAGINI - Dopo il cambiamento di sede del pm Claudio Gittardi, titolare del fascicolo durante la prima fase di indagini ma traferito a giugno a guidare la Procura di Sondrio, l'inchiesta è passata al pm Giancarla Serafini: è stata lei, a luglio scorso, a diporre una proroga delle perizie nella speranza di avere un quadro più dettagliato della vicenda.

ALCOL E DROGHE - Dai primi, parziali accertamenti è emerso che, la sera della tragedia, il 19enne non aveva ingerito lassativi nè assunto sostanze stupefacenti. Di certo Domenico aveva invece bevuto parecchio, ma non si sa ancora quanto l'assunzione di bevande alcoliche abbia influito sul suo stato psico-fisico. 

LA CADUTA - Dubbi anche sulla dinamica della caduta. Pare che, al momento di precipitare, lo studente si trovasse da solo, circostanza che porterebbe a escludere l'eventualità della "goliardata" tra compagni di scuole e dello scherzo finito in tragedia. Ma è questa un'ipotesi ancora tutta da confermare soprattutto alla luce del livido oblungo che e è stato rintracciato sul suo avambraccio e che porterebbe a ipotizzare una colluttazione oppure un tentativo di trattenerlo.

IN PIEDI O SEDUTO? - Non è neppure chiaro se fosse in piedi o seduto sul davanzale della finestra, se sia scivolato o se abbia perso l'equilibrio dopo essersi sporto eccessivamente.

LA RICOSTRUZIONE - I suoi compagni di classe, sentiti nei mesi scorsi dagli investigatori della Squadra Mobile di Milano, hanno escluso che Domenico fosse un tipo propenso al suicidio. Dalle sperimentazioni cinetiche condotte a giugno scorso sul luogo della tragedia sembrerebbe comunque che il giovane sia precipitato "a piombo", ossia con una caduta resente e parallela alle pareti dell'hotel dove alloggiava. In questo caso gli interrogativi maggiori riguardano la posizione del corpo, ritrovato la mattina sul selciato del cortile in una posizione diversa rispetto a quella "naturale" del volo.

IL DNA - Infine, è giallo sulle tracce di Dna trovate sotto le sue unghie. Materiale genetico che i consulenti nominati dalla Procura stanno comparando con quello dei suoi compagni di classe. A fine mese, una volta avuti gli esiti di questo e di altri accertamenti, gli inquirenti decideranno se interrogare ancora gli studenti padovani dell'istituto "Ippolito Nievo".
 

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