Domenica, 29 Novembre 2020

Domenico Tallini: il presidente del Consiglio regionale della Calabria è stato arrestato

L'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. Il politico di Forza Italia è stato posto ai domiciliari

Il presidente del Consiglio Regionale della Calabria Domenico Tallini (Forza Italia) è stato arrestato e posto ai domiciliari durante un'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia. L'accusa è di di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. L'indagine che ha portato all'arresto di Tallini riguarda i suoi presunti rapporti con la cosca Grande Aracri della 'ndrangheta. 

Domenico Tallini: il presidente del Consiglio regionale della Calabria è stato arrestato

Secondo l'accusa, i rapporti di Tallini con la cosca Grande Aracri avrebbero riguardato la costituzione di una società, con base a Catanzaro, finalizzata alla distribuzione all'ingrosso di prodotti medicinali mediante una rete di punti vendita costituiti da farmacie e parafarmacie (20 in Calabria, due in Puglia e una in Emilia Romagna). Tallini, nato a Catanzaro il 29 gennaio 1952, ha cominciato a fare politica come consigliere comunale a Catanzaro nel Movimento Sociale Italiano (Msi); è entrato in consiglio regionale nel 2005 con l'Udeur di Clemente Mastella, poi ha aderito al gruppo "Popolari europei verso il PdL". Alle Regionali del 2000 aveva preso 6500 voti. Nel gennaio scorso è stato eletto presidente del Consiglio regionale della Calabria, nonostante la commissione parlamentare Antimafia, guidata da Nicola Morra, lo avesse inserito, in piena campagna elettorale, svolta a novembre, nella lista dei tre impresentabili. Tallini, rinviato a giudizio in alcuni procedimenti penali, replicò: "A Morra, che mi ha definito 'impresentabile', ho risposto con l'esito delle elezioni".

I carabinieri del comando provinciale di Catanzaro e del comando provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 20 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.

Il provvedimento è scaturito da due attività investigative convergenti, sviluppate rispettivamente dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro e del Nucleo Investigativo di Crotone, dirette e coordinate dal Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto, Vincenzo Capomolla e dai Sostituti Procuratori Paolo Sirleo e Domenico Guarascio. Le indagini hanno riguardato l'operatività della cosca di 'ndrangheta Grande Aracri di Cutro (KR) nell'area di origine e nel territorio catanzarese, con particolare riferimento alle iniziative imprenditoriali avviate in quest'ultima provincia mediante il reimpiego di capitali della cosca.

"Ci sono pregiudizi sui calabresi, non siamo tutti 'ndranghetisti"

L'operazione Farmabusiness

Tallini, 68 anni, di Forza Italia, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. L'indagine che ha portato all'arresto di Tallini riguarda i suoi presunti rapporti con la cosca Grande Aracri della 'ndrangheta. In particolare, gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno permesso di definire i nuovi assetti della cosca Grande Aracri dopo le operazioni che ne hanno colpito i principali esponenti e lo stesso capo Nicolino Grande Aracri, e documentare la realizzazione da parte degli indagati, attraverso la preliminare intestazione fittizia di beni e utilità, di una rilevante progettualità imprenditoriale tesa al reimpiego dei proventi illeciti della cosca, attraverso la costituzione di una società, con base a Catanzaro, finalizzata alla distribuzione all'ingrosso di prodotti medicinali mediante una rete di punti vendita costituiti da farmacie e parafarmacie (20 in Calabria, 2 in Puglia e una in Emilia Romagna).

Secondo l'accusa è stato accertato, inoltre, il supporto fornito alla consorteria, specie nella fase di avvio della progettualità, di Tallini, esponente politico istituzionale della Regione Calabria, il cui intervento, contraccambiato anche con il sostegno della cosca alle elezioni regionali del novembre 2014, è stato decisivo per favorire e accelerare l'iter burocratico iniziale per ottenere le necessarie autorizzazioni. È emerso infine il ruolo di professionisti e imprenditori nella realizzazione del programma della cosca con riguardo al perseguimento dei vantaggi economici nei diversi settori imprenditoriali di interesse. Le indagini hanno consentito di ricostruire anche specifici episodi intimidatori, tanto riconnessi alla realizzazione dell'iniziativa imprenditoriale del sodalizio, quanto con specifico scopo estorsivo, oltre che la disponibilità di numerose armi. 

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