Sabato, 10 Aprile 2021
Foggia

Morto a 25 anni dopo un pestaggio in discoteca, la lettera aperta dei genitori: "Donato abbia giustizia"

Una lettera aperta che non può, e non deve, passare inosservata. Scrivono a Today i genitori di Donato Monopoli, venticinquenne di Cerignola, morto in seguito ad un pestaggio in discoteca per futili motivi: "Nostro figlio deve ricevere giustizia, non sia dimenticato"

Donato Monopoli, foto da FoggiaToday

Chiedono una giustizia in tempi certi e rapidi, e che il loro figlio non sia dimenticato. Una lettera aperta che non può, e non deve, passare inosservata. Scrivono a Today i genitori di Donato Monopoli, venticinquenne di Cerignola, morto in seguito ad un pestaggio subìto in discoteca per futili motivi. Ieri l'avviso di chiusura delle indagini. La procura di Foggia contesta l'omicidio ai due 26enni che erano stati individuati dai carabinieri già poche ore dopo il fatto, la notte del 6 ottobre del 2018. Le condizioni di Donato Monopoli, apparvero subito gravi: il giovane morì a maggio, dopo 7 mesi di agonia in ospedale. Si attende ora che la giustizia faccia il suo corso.

Pubblichiamo integralmente la lettera di Giuseppe e Donata Monopoli.

"Siamo Giuseppe e Donata Monopoli, vi scriviamo da Cerignola, provincia di Foggia - si legge nella lettera inviata alla nostra redazione -  Abbiamo 3 figli: Donato, Marco e Alessandro,  ed è proprio di Donato il nostro primogenito  che vogliamo raccontarvi. Il 6 ottobre 2018 nostro figlio Donato di 26 anni, in compagnia di altri tre amici, si è  recato nella vicina Foggia per trascorrere una serata in un locale chiamato "le stelle". Doveva essere una serata universitaria di divertimento e spensieratezza tra amici, ma si è trasformata in un incubo perché nostro  figlio è stato brutalmente picchiato da altri  ragazzi. Immediata è stata la corsa presso  l'ospedale "Riuniti di Foggia", dove ci è stato  comunicato il repentino trasferimento presso  il nosocomio di San Giovanni Rotondo dove Donato ha subito due delicatissimi interventi  alla testa. 

"Nostro  figlio è rimasto in terapia intensiva, legato a dei tubi per sette lunghissimi mesi, durante i quali abbiamo vissuto momenti  infernali dovuti ai suoi costanti cambiamenti e peggioramenti di salute, accompagnati da altri vitali interventi. 7 lunghi mesi ad aspettare e sperare in un miracolo, ma purtroppo è  arrivato quel maledetto 8 maggio 2019, giorno  in cui Donato ha deciso che era stanco di  lottare per la propria vita". 

"Abbiamo provato a racchiudere in pochissime  righe quello che è capitato a nostro figlio, ma  il vero motivo che ci  ha spinto a raccontarvi la nostra storia è un altro: la GIUSTIZIA che non  abbiamo ancora ottenuto. Facciamo un passo  indietro: la sera della discoteca, sono stati  individuati due ragazzi foggiani che, quella  sera stessa, sono stati rintracciati mentre  erano tornati comodamente presso le loro  abitazioni nonostante quello che poco prima avevano fatto a Donato. Questi 2 individui  sono stati accusati di aggressione e costretti  agli arresti domiciliari per 6 mesi, al termine  dei quali sono stati  messi in libertà con il solo  obbligo di firma presso le forze dell'ordine. Dopo la scomparsa di Donato su Facebook è  stata creata una pagina dal nome Giustizia per Donato, ma la verità che ad oggi giustizia non è stata fatta per nostro figlio, noi come  genitori abbiamo dato priorità ad altro e ci  siamo aggrappati alla speranza che in Italia la Giustizia ci sia davvero e che, prima o poi,  Donato possa  riposare in pace, ma ad oggi  abbiamo realizzato che probabilmente il troppo tempo che sta trascorrendo è tempo  perso e che, mentre noi piangiamo ogni giorno per la morte ingiusta e insensata di nostro  figlio, c'è chi continua a vivere tranquillamente la propria vita senza alcun problema". 

"Ne avremmo tante, troppe cose da dirvi perché in questi infiniti 17 mesi in cui la  nostra vita è drasticamente cambiata, di cose  ne sono successe troppe. Adesso ci sentiamo soli nel combattere questa battaglia che, al momento ci sembra sia stata dimenticata dalla legge, dal tempo e dalla stessa giustizia che tanto gridiamo e nella quale, nonostante tutto, ancora crediamo e speriamo di ricevere presto, e speriamo che  Donato abbia la possibilità di avere l'unica cosa che ormai possiamo offrirgli: LA GIUSTIZIA.  Quello che vi chiediamo è di condividere il più possibile la nostra storia perché Donato deve ricevere giustizia e non deve essere dimenticato! Grazie".

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