Giovedì, 21 Gennaio 2021
Expo 2015

Expo 2015, tra il cibo spunta la "donna carota": scoppia la polemica

L'opera d'arte di Luigi Serafini, esposta nel padiglione di Eataly, non è piaciuta ai più. In particolare alla consigliera comunale Anita Sonego: "E' talmente trashissima, maschilista e pecoreccia che non varrebbe la pena parlarne". La pioggia di commenti sul web: "E' ortopornonecrofilia"

Chissà se l'artista Luigi Serafini, quando ha deciso di progettare la "scultura della discordia", aveva messo in conto che sarebbe arrivata la pioggia di critiche. L'opera in questione ha un titolo molto chiaro: la "Donna Carota" e si trova nel padiglione di Eataly di Expo 2015, la manifestazione che come tema ha proprio quello dell'alimentazione. 

La prima a tuonare con la scultura è stata la consigliera comunale milanese di rifondazione Anita Sonego, che senza se né ma ha dato il suo giudizio perentorio: "E' talmente trashissima, maschilista e pecoreccia che non varrebbe la pena parlarne. Ma assieme all'indignazione c'è lo sconforto per un immaginario maschile ancora a questo livello. Cari signori, non vi siete accorti che qualcosa è cambiato e sta cambiando? Identificare la donna con un ortaggio (oltretutto un simbolo fallico) è completamente fuori di ogni possibile sanità mentale".

Un affronto per la consigliera, più che un'opera d'arte. Marina Terragni, membro della direzione nazionale del Pd, ha definito invece la scultura come un "orrore": "Una salma carotizzata con allusive carote in mano. Ortopornonecrofilia". 

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