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Martedì, 21 Maggio 2024
Il fermo / Caserta

Accusata di infanticidio la donna con il feto nel sacchetto: incastrata dalle chat

Per abortire avrebbe assunto volontariamente numerose compresse di un farmaco normalmente utilizzato come antinfiammatorio

È stata fermata con l'accusa di infanticidio la donna di 40 anni che era stata trovata mercoledì scorso 9 agosto in strada a Casal di Principe (Caserta), in stato confusionale, con un feto morto di 20 settimane in un sacchetto. La donna di origini marocchine e irregolare in Italia, che lavorava da qualche mese come badante in città, avrebbe assunto volontariamente, per abortire, numerose compresse di un farmaco normalmente utilizzato come antinfiammatorio, ma che riporta tra gli effetti collaterali quelli abortivi.

Donna in strada con un feto nel sacchetto: cosa sappiamo

Le indagini

A incastrare la 40enne non solo le tracce lasciate nell’abitazione ma anche alcune chat su WhatsApp. Secondo gli inquirenti, si legge su CasertaNews, da queste emerge la volontà della donna di assumere il farmaco appositamente per abortire. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a ricostruire l’intera dinamica dei fatti, anche con riguardo all’identificazione del padre, per capire se era a conoscenza delle intenzioni della donna.

La misura cautelare, emessa nell'ambito di indagini coordinate dalla procura presso il tribunale di Napoli Nord, è stata eseguita oggi lunedì 7 agosto 2023, dopo che la donna è stata dimessa dal nosocomio. La prognosi è risultata compatibile con la detenzione. La 40enne si trova attualmente nel carcere di Pozzuoli, in attesa dell'udienza di convalida del provvedimento di fermo.

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