Sabato, 25 Settembre 2021
LAVORO

Sulcis: le donne "sotto terra" che vogliono lo stipendio

Con un blitz notturno hanno occupato gallerie e pozzi della miniera di Iglesias: sono le ex-lavoratrici contro l'amministrazione locale e l'azienda, che da più di un anno ha lasciato i lavoratori senza stipendio

Sono entrate e hanno occupato le gallerie della miniera e i pozzi che riforniscono acqua alla città di Iglesias. Non è la prima volta che un gruppo di lavoratori sardi decide di andare a stare "sotto terra" per protesta: un gesto estremo, perché come dicono loro, "non abbiamo nulla da perdere". Stavolta però a stare lì sotto sono tutte donne, tutte lavoratrici dell'ex-Igea, l'aienda di bonifiche e recupero di aree minerarie dismesse, di cui la regione Sardegna è una degli azionisti. 


Sono trenta, di tutte le età, e sono entrate in una delle cave della miniera di carbone di Iglesias. Intanto un'altra decina di operai hanno fermato le pompe d'acqua che evitano l'allagamento delle gallerie. La notizia è arrivata da Facebook, dall'account del deputato Mauro Pili: 

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Lo stesso che qualche ora dopo annuncia il blocco delle pompe idriche che riforniscono la vicina città di Iglesias e l'intervento delle forze dell'ordine per riattivarle: 

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LE RAGIONI DELLA PROTESTA  - Quello che viene chiesto dalle occupanti è un impegno serio da parte dell'amministrazione locale per risolvere la loro vertenza e quella dei loro colleghi. Sono determinate e hanno detto che rimarranno in miniera finché l'impegno della Regione non si sarà concretizzato: 

Dopo l'ennesimo venir meno agli impegni assunti da parte della Regione Sardegna, azionista unico dell'azienda di risolvere la grave crisi economica-finanziaria e strutturale che da oltre un anno affligge la società, abbiamo deciso di manifestare la nostra rabbia, disagio e disappunto con l'occupazione della Galleria. Tale azione apparentemente simbolica ha lo scopo di pretendere che l'azionista, quanto prima, assuma le proprie responsabilità con atti finalmente concreti finalizzati al rilancio aziendale. L'iniziativa da parte delle donne nasce dalla volontà di volere far emergere le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare come madri, compagne mogli e lavoratrici sfatando il luogo comune secondo cui alle donne tradizionalmente era precluso l'accesso al sottosuolo

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