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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Il racconto / Roma

La dottoressa aggredita dai no pass: "Straparlavano, ho detto di essere un medico e mi hanno picchiata"

L'aggressione sul vagone della metropolitana. La dottoressa ha riportato una microfrattura al volto e 20 giorni di prognosi

Preferisce restare nell'anonimato, per timore di ritorsioni, ma denuncerà quanto accaduto perché "non è solo una questione personale, lo devo anche alla mia professione". Parla la dottoressa aggredita sabato a Roma, su un treno della metropolitana B, da un gruppo di persone che avevano appena partecipato alla manifestazione No Green Pass che si era svolta al Circo Massimo.

La donna è stata colpita al volto da una testata da parte di una dei manifestanti, dopo che si era avvicinata a loro per cercare di convincerli che le tesi anti vaccino che stavano continuando a diffondere erano prive di fondamento.

Il racconto della dottoressa aggredita dai No green pass

I fatti nel tardo pomeriggio di sabato, come ha ricostruito la ginecologa a Repubblica. La dottoressa e il gruppo di cinque manifestanti si sono ritrovati sullo stesso treno. A bordo del convoglio, quattro di loro non indossavano la mascherina e quando qualcuno degli altri passeggeri ha chiesto di farlo hanno iniziato a insultarli, gridando contro la 'dittatura sanitaria'. Sul treno la situazione si fa sempre più tesa, mentre i manifestanti “straparlavano di vaccini e virus, dicendo un sacco di inesattezze, brandivano le bandiere e spaventano gli altri passeggeri, sempre senza mascherina". La dottoressa è intervenuta nella conversazione, qualificandosi come medico e facendo notare loro che i termini scientifici che utilizzavano "erano inappropriati". A quel punto, una manifestante si è avvicinata minacciosamente alla dottoressa e l'ha colpita al volto con una testata, per poi fuggire insieme agli altri compagni non appena il treno è arrivato alla stazione successiva, nel caos generale.

La dottoressa ha riportato una microfrattura al volto, con 20 giorni di prognosi. "E ho paura che questa donna la faccia franca, che riesca a sfuggire all'identificazione da parte delle forze dell'ordine. Sarebbe inaccettabile - dice - È giusto che queste persone paghino per il loro comportamento. Non si può vivere in un clima in cui non si può nemmeno esprimere la propria opinione senza paura di essere aggrediti. Loro per primi parlano di libertà ma poi non rispettano quella altrui". 

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