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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Scuola e chiesa

La rabbia dei cardinali: "Educazione di genere a scuola è violenza"

Angelo Bagnasco, presidente Cei, contro l'educazione di genere e l'educazione sessuale a scuola. "E' un'offesa al diritto dei genitori di offrire ai propri figli la visione culturale in cui loro credono"

ROMA - I cardinali dicono no. Per il mondo ecclesiastico gli uomini restano uomini e le donne donne, sempre. Soprattutto a scuola. "L'introduzione nelle scuole d'Europa della cosiddetta teoria del genere è una grave violenza autoritaria" ha attaccato il cardinale e presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco.

"E' un'offesa gravissima che le istituzioni tentano di fare al diritto sacrosanto, al diritto naturale dei genitori di offrire ai propri figli la visione culturale - una visione antropologica e valoriale - in cui loro credano e che sia la migliore per sé e per i propri figli", ha commentato il religioso ai microfoni di Radio vaticana. 

"Questo diritto non può essere assolutamente scavalcato da alcuna autorità - ha ribadito Bagnasco - Quindi questi tentativi di immettere, in modo quasi nascosto, questo tipo di visione che nasce dal genere, sotto la scusa di fare educazione affettiva o educazione sessuale, è un grave errore"

A pagare di più, secondo il cardinale, sarebbero le mamme e i padri. L'introduzione della teoria di genere, che distinguerebbe uomo e donna non più per il sesso biologico, ma per il genere appunto, "è una grave violenza autoritaria rispetto ai genitori. I genitori - ha recriminato Bagnasco - devono essere non solamente informati su un progetto o su una intenzione delle autorità dello Stato o scolastiche che siano, ma devono dare - i genitori - l'autorizzazione esplicita e concorde perché queste cose vengano rappresentate ai propri figli".

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