Lunedì, 14 Giugno 2021
L'unico sopravvissuto / Verbano-Cusio-Ossola

Eitan è fuori pericolo: trasferito in reparto, al suo fianco c'è sempre la zia

Il bambino di 5 anni unico sopravvissuto alla strage della funivia Stresa-Mottarone ha lasciato il reparto di rianimazione ed è stato trasferito, nel primo pomeriggio, in quello di degenza.

E' fuori pericolo. Dell'incidente che gli ha strappato genitori e fratellino non ricorda nulla. Eitan, il bambino di 5 anni unico sopravvissuto alla strage della funivia Stresa-Mottarone, ha lasciato il reparto di rianimazione ed è stato trasferito, nel primo pomeriggio, in quello di degenza.

Eitan è fuori pericolo

Il piccolo, ricoverato all'ospedale infantile 'Regina Margherita' di Torino, è stato trsferito, com'era stato annunciato dai medici, dopo che ieri la prognosi riservata è stata sciolta. Al suo fianco c'è sempre la zia Aya. Sin dal primo momento in cui Eitan ha aperto gli occhi ha trovato vicino a sè il viso conosciuto della zia. È in costante miglioramento sia dal punto di vista del trauma toracico sia dal punto di vista del trauma addominale.

Il piccolo domenica, dopo l’arrivo in ospedale dal Mottarone, era stato sottoposto a una lunga operazione durata 5 ore. Si è salvato probabilmente perché l'abbraccio del padre ha attutito l'impatto, in qualche modo lo ha protetto. I feretri della famiglia israeliana morta nell'incidente della funivia sono tornati in Israele, dove si sono celebrati i funerali delle famiglie israeliane Biran e Cohen.

Sulla vicenda di Eitan invita alla riflessione l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, che spiega: "La vicenda di Eitan ha destato grande commozione. Bisogna però evitare che l’attenzione da parte di organi di stampa, radio e tv, nelle trasmissioni di informazione e intrattenimento, finisca per divenire, in nome di un sentimento pietoso, una forma di sfruttamento". Garlatti quindi aggiunge che "vanno usate maggiore attenzione e sensibilità nella diffusione di immagini, notizie e dichiarazioni. Quando capitano tragedie come queste non vanno alimentati fenomeni di sovraesposizione, spettacolarizzazione e strumentalizzazione".

La solidarietà non si ferma. Dopo la raccolta di oltre 70mila euro organizzata da una piattaforma di crowdfunding e quanto già stanziato dal comune di Pavia (dove la famiglia Biran viveva), ora i detenuti della Casa Circondariale di Treviso hanno avviato una ulteriore raccolta di fondi per lui.

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