Venerdì, 23 Aprile 2021
Caso Electrolux

Electrolux si salva così: coi soldi dei lavoratori

Sindacati infuriati per la proposta dell'azienda: tagli da 700 euro agli stipendi per salvare gli stabilimenti in crisi. Passo indietro dei dirigenti: "Tolti solo 130 euro al mese"

ROMA - Andata e ritorno dall'inferno per i lavoratori italiani di Electrolux. Solo ieri sera, al termine dell'incontro fra dirigenti e sindacati a Mestre, sembrava che la proposta arrivata dai vertici aziendali per salvare gli stabilimenti di Susegana, Porcia, Solaro e Forlì si concentrasse su un taglio drastico dei salari. Gli stipendi, oggi calcolati in 1400 euro al mese, sarebbero arrivati a circa 700-800 euro. Il tutto per ridurre l'enorme gap fra il costo del lavoro in Polonia, circa sette euro all'ora, e in Italia, circa 24 euro. Dopo le polemiche per i tagli, però, Electrolux ha emesso una nota per precisare i contorni delle proposte avanzate ai sindacati. 

"E' prevista una riduzione di tre euro all'ora - spiega l'azienda svedese - In termini di salario netto questo equivale a circa l'8% di riduzione, cioè a meno di 130 euro al mese". Nel corso dell'incontro a Mestre, prosegue l'azienda "è stata anche avanzata l'ipotesi di raffreddare l'effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescere del gap competitivo con i paesi dell'est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità. Ovviamente - chiarisce ancora la nota - l'azienda ha dato piena e ovvia apertura a considerare altre forme di riduzione del costo del lavoro con minori o, se possibile, nulle conseguenze sui salari".

Nella nota si ribadisce inoltre che "il regime di sei ore assunto come base per tutti i piani industriali è da considerarsi con applicazione della solidarietà, come da accordi sottoscritti e dei quali si auspica il prossimo rinnovo".

I lavoratori, intanto, annunciano battaglia e fanno partire i primi scioperi. Circa 500 lavoratori della Electrolux di Solaro, nel Milanese, sono in presidio con bandiere e striscioni davanti ai cancelli dell'azienda. "Si tratta - spiega Alberto Larghi, della Fiom-Cgil - della prima risposta dei lavoratori alle proposte provocatorie e irricevibili dell'azienda".

Anche allo stabilimento di Porcia, in provincia di Pordenone, i lavoratori Electrolux scioperano per l'intera giornata, con un presidio ai cancelli per evitare l'ingresso degli impiegati e delle merci. E durante l'assemblea dei lavoratori, i sindacati hanno espresso la volontà di alzare il livello dello scontro, con blocchi alla piattaforma logistica e altre azioni di disturbo alla normale produzione.

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