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Venerdì, 24 Maggio 2024
La svolta nel caso / Reggio Emilia

La ragazza morta mentre consegna le pizze: la scoperta inquietante sulle gomme dell'auto del ristorante

Elena Russo ha perso la vita in un incidente a San Bartolomeo di Reggio Emilia, mentre si trovava sulla Fiat Punto della pizzeria d'asporto per la quale lavorava. Dopo l'analisi sugli pneumatici della vettura, il gip ha disposto l'imputazione coatta a carico dei due legali rappresentanti della pizzeria: si prefigura un infortunio sul lavoro con conseguenze mortali

La sera maledetta è quella di domenica 30 gennaio 2022. Quella sera Elena Russo, vent'anni, è morta a San Bartolomeo di Reggio Emilia a causa di un incidente stradale. La Fiat Punto con cui la ragazza consegnava le pizze a domicilio - di proprietà della pizzeria d'asporto per la quale lavorava - è uscita di strada in via Adelmo Tirabassi, ribaltandosi più volte e finendo contro un palo. La giovane lavorava come fattorina la sera e nei fine settimana anche per pagarsi l'università: era iscritta al secondo anno della facoltà di giurisprudenza a Modena. Oltre a studiare, era volontaria alla Croce Rossa: proprio ai compagni di soccorso era toccato il compito di riconoscerla dopo l'incidente, constatando che per lei non c'era più nulla da fare.

L'auto e i soccorsi sul posto dei vigili del fuoco

Ora c'è una possibile svolta sul caso, dopo una richiesta di archiviazione respinta e un nuovo supplemento di indagini. Nell'inchiesta sulla sua morte è emerso che gli pneumatici di quell'auto sarebbero stati usurati e non a norma: in particolare, due gomme risalivano una a 16 anni prima, l'altra a 8, risultando più vecchie della macchina stessa. Quei pneumatici deteriorati potrebbero aver avuto un ruolo nell'incidente: su questo punto andrà fatta chiarezza. Il problema alle gomme è stato ravvisato in una relazione di Mattia Strangi, ingegnere e consulente nominato dal tribunale.

Fatto sta che il giudice per le indagini preliminari, Andrea Rat, ha ordinato alla procura di Reggio Emilia di formulare l'imputazione coatta a carico dei due legali rappresentanti della pizzeria. In termini pratici significa che il giudice ha ordinato al pm Stefano Finocchiaro di proseguire nell'azione penale, restituendo gli atti alla procura: adesso il pubblico ministero ha 10 giorni di tempo per riformulare il capo d'imputazione e rinviare a giudizio i due indagati (rischiano il processo per omicidio colposo).

Potrebbe prefigurarsi un caso di infortunio sul lavoro con conseguenze mortali che sarebbero derivate da una violazione delle norme di sicurezza a causa delle condizioni degli pneumatici, logorati a tal punto da non garantire un'adeguata aderenza alla strada. Per ora il condizionale è d'obbligo. 

Un momento di raccoglimento nel ricordo di Elena Russo, la studentessa di "Unimore" iscritta a giurisprudenza, morta il 30 gennaio 2022. Le parole della mamma: "Era il mio orgoglio. Ragazzi vi prego state attenti". Video del 3 febbraio 2022 di Annalisa Servadei, videomaker di ModenaToday.

Rimane aperta la questione della velocità alla quale viaggiava la ventenne quella sera. È la tesi principale in mano all'avvocato della difesa Nino Giordano Ruffini, che assiste i due titolari della pizzeria. Secondo il consulente della difesa, Elena Russo viaggiava intorno ai 130 chilometri orari in un punto dove il limite è a 50. Solo la velocità superiore al limite avrebbe avuto un ruolo causale determinante nell'incidente mortale, secondo la difesa, e non le condizioni del veicolo. Per il perito incaricato dai genitori della vittima, invece, la velocità sarebbe stata di non più di 50 chilometri orari, perché il buio di quella sera di gennaio e le condizioni della strada (una stretta via di campagna) non avrebbero permesso di andare oltre. Ora nel processo si dovranno stabilire le eventuali responsabilità.

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