Domenica, 11 Aprile 2021
Padova

Muore a 18 anni di leucemia, il padre: "Rifiutò la chemio, uccisa dallo stress e dai giudici"

Intervistato dal Corriere del Veneto, il padre di Eleonora Bottaro ribadisce: "Colpa della pressione esercitata dal tribunale e dai medici, degli anatemi che le hanno lanciato contro". Il medico: "Poteva guarire"

Eleonora Bottaro è morta di leucemia a 18 anni. La sua è stata una duplice battaglia, contro la malattia e contro i medici, che volevano curarla con una terapia tradizionale grazie alla quale "poteva salvarsi", come afferma convinto al Corriere della Sera il professor Giuseppe Basso, primario del reparto di Oncoematologia pediatrica che aveva seguito Eleonora.

In molti ora puntano il dito contro la famiglia della ragazzina di Bagnoli, che aveva appoggiato la decisione della figlia, contro medici e giudici. Il tribunale dei minori di Venezia aveva tolto la potestà genitoriale ai coniugi Bottaro, "convinti sostenitori della filosofia del medico tedesco Ryke Geerd Hamer che considera ogni malattia come reazione dell'organismo a presunti traumi non risolti", ricorda il Corriere. Ma papà Bottaro non ci sta. "Hamer non c'entra alcunché in tutto questo. Lui si è limitato a scoprire le leggi biologiche per le quali ci ammaliamo, non ha mai suggerito metodi di cura", dice al Corriere del Veneto. "Mia figlia ha rifiutato soltanto la chemioterapia e l'ha fatto perché aveva visto morire una sua cara amica", rimanendo impressionata dal calvario medico a cui era stata sottoposta.

"Eleonora era andata in Svizzera per sfuggire alla minaccia del tribunale dei minori e dei medici che volevano sottoporla coattivamente a quel tipo di trattamento", dove i medici svizzeri "non hanno fatto altro che continuare con le altre cure tradizionali, le stesse che funzionavano quarant'anni fa, prima che la chemioterapia divenisse un imperativo", dice il padre della 18enne. Quelle cure, a base di cortisone e vitamina C, che inizialmente sembravano aver portato giovamento.

Ma perché allora Eleonora è morta? "Colpa della pressione esercitata dal tribunale e dai medici, degli anatemi che le hanno lanciato contro. L’hanno assillata, tediata, è stata violentata da quegli 'esperti' che non le davano tregua. Tutti volevano metterle le mani addosso perché lei voleva sfuggire ai loro metodi di cura", dice il padre, che tempo fa aveva scritto su Facebook: "Il motivo di un cancro al polmone è la paura di morire (...) Il nostro corpo è perfetto e se promuove un tumore è solo per darle un aumento di funzione". Oggi Lino Bottaro spiega: "Sa a chi era destinato quel commento? All’ex direttore di un famoso giornale nazionale. Avevo ragione, e infatti è guarito. Per quanto riguarda il caso di mia figlia, la leucemia è rigenerazione. È una fase di nuova vita: chi la supera diventa un uomo nuovo, chi non la supera muore".

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