Lunedì, 8 Marzo 2021

Daniele De Santis ed Eleonora Manta: la foto del killer in fuga

È stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, ma aveva studiato un percorso per evitarle: un foglietto sporco di sangue con le vie di fuga è stato ritrovato nei pressi di via Montello

La foto del killer in fuga pubblicata da Chi l'ha visto?

Il killer in fuga dopo l'omicidio di Eleonora Manta e Daniele De Santis è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza nelle strade vicino alla palazzina di via Montello dove lunedì scorso dopo essersi accanito sui corpi delle vittime è fuggito dal luogo del delitto. Ma l'assassino sapeva che poteva essere inquadrato e riconosciuto. Per questo è riuscito ad evitare di farsi riprendere scappando attraverso un percorso studiato in precedenza. 

Daniele De Santis ed Eleonora Manta: la foto del killer in fuga

Gli investigatori ne sono certi perché hanno ritrovato un foglietto di carta che aveva disegnata la via di fuga e che era sporco di sangue. L'immagine dell'assassino corrisponde alla descrizione fatta dai testimoni nei giorni scorsi. Quegli stessi testimoni che hanno sentito Eleonora urlare "Andrea, no!" prima che il killer la colpisse. Nei giorni scorsi, scrive il Corriere della Sera, è stato interrogato un ex fidanzato della donna che si chiama proprio così: ma gli inquirenti si sono convinti che non c'entri nulla con il delitto. 

Nella foto, pubblicata ieri da Chi l'ha visto? e dalla Gazzetta del Mezzogiorno, si vede una persona che sembra vestita con una tuta da subacqueo mentre secondo il medico legale per uccidere i due fidanzati è stato utilizzato un coltello da sub:

Quel tipo di coltello non ce l’hanno nemmeno i pescatori. A cinque giorni da un duplice omicidio che appare l’opera di un pazzo sanguinario che ha agito con lucidità, ci sono due sole certezze. La prima è che si tratta di un delitto premeditato e la seconda riguarda il rapporto tra le vittime e il loro carnefice, una relazione di conoscenza piuttosto stretta, che ha permesso a un uomo imbacuccato di nero di salire in casa dei due ragazzi alle nove di sera e ha impedito a Eleonora e Daniele anche solo di immaginare che stavano aprendo la porta a colui che li avrebbe massacrati. Di questo crimine, non si riesce nemmeno a focalizzare il movente. Una «vendetta», si dice. Ma per che cosa? Nei confronti di chi? Da parte di chi?

I risultati delle autopsie

L'agenzia di stampa Ansa ha scritto ieri che l'autopsia sui corpi dei due fidanzati di Lecce, uccisi lunedì sera nel palazzo in cui vivevano, conferma la furia cieca del sicario che ha raggiunto l'appartamento di Daniele ed Elly solo per uccidere. Inoltre sapeva che in quella casa i due fidanzati, 33 anni lui, 30 lei, avevano deciso di convivere. Un corteggiatore respinto dalla ragazza? Un ragazzo deluso dalle avance andate a vuoto e che aveva capito che la convivenza avrebbe fatto calare definitivamente il sipario sui suoi progetti amorosi? E' per questo che ha ucciso prima la donna accanendosi sul suo corpo con così tante coltellate e poi il suo uomo? Sono gli interrogativi a cui gli inquirenti stanno cercando di rispondere. Per questo stanno esaminando anche i telefoni e i computer delle vittime che La Procura di Lecce ha sequestrato e affidato ad un consulente, Silverio Greco, che dovrà estrapolarli. Questo lavoro tecnico dovrà poi essere incrociato con i tabulati telefonici delle due vittime e sul traffico dei dati. Quel che sembra certo è che le vittime conoscevano il loro assassino

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