Lunedì, 20 Settembre 2021
L'incidente a Buonabitacolo / Forlì-Cesena

Elisa Agnoletti, morta in mongolfiera: era una pilota esperta, cos'è andato storto?

Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente, inquirenti al lavoro. Così raccontava la sua passione per il volo: "Stacco i piedi da terra e inizia la magia"

Era una pilota esperta, Elisa Agnoletti. Sull'incidente in cui ha perso la vita indagano sia la magistratura sia l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, mentre il giorno dopo il tragico incidente in cui è morta, sbalzata da una mongolfiera durante un tour panoramico in Toscana, c'è ancora dolore e incredulità.

La dinamica dell'incidente a Buonabitacolo che è costato la vita a Elisa Agnoletti è ancora al vaglio degli inquirenti. Secondo una prima ricostruzione, una volta terminato il giro panoramico, dopo che i turisti a bordo erano già scesi, la mongolfiera si sarebbe improvvisamente rialzata in volo forse per un colpo di vento. Agnoletti avrebbe cercato di trattenere la mongolfiera per poi cadere al suolo da un'altezza di circa dieci metri. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti un guasto tecnico, un errore umano o un improvviso evento atmosferico avverso.

"Mi fa sentire libera": così Elisa Agnoletti raccontava la sua passione per il volo

Il sogno di Elisa Agnoletti, cesanate da tempo trasferitasi a Prato, era volare. "La prima ad emozionarsi sono io! Volare mi fa sentire libera, in pace con il mondo. Stacco i piedi da terra e inizia la magia. Questo è quello che cerco di trasmettere a tutti coloro che vengono a volare con me": con queste parole Agnoletti raccontava la sua passione sul suo blog. Due anni di preparazione prima di affrontare il primo volo. "Forse questo vi fa capire che volare in mongolfiera non è poi così semplice, ma vi fa capire anche che è una cosa straordinaria e che devi volerlo fortemente per riuscire a realizzare questo sogno". La mongolfiera, ricordava, "è complessa nella sua semplicità, il vento è un fattore importantissimo, è indicatore di stabilità o meno di volare ed è anche lo strumento che ci guida durante il volo perché decide il nostro percorso. Ma non c'è solo il vento. La mongolfiera effettua un volo a 'vista' così si chiama perché il pilota deve essere in grado di vedere dove va, quindi non ci deve essere nebbia e chiaramente non deve piovere. Spostandosi unicamente con la forza del vento e avendo come unico strumento il fuoco per poter salire e scendere la mongolfiera deve volare all'alba o al tramonto perché sono le ore della giornata dove il sole scalda meno e l'aria è più stabile".

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