Lunedì, 17 Maggio 2021
Potenza

Elisa Claps, 11 anni dopo la ferita è aperta: "Riaprire la chiesa al culto? Prima facciano chiarezza"

Per Gildo Claps è un “obbligo morale”, dopo anni di misteri e omissioni sul caso di sua sorella, scomparsa il 12 settembre 1993 e ritrovata cadavere proprio il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità che potrebbe riaprire al culto tra un anno, al termine di una serie di lavori di ristrutturazione

Per la famiglia di Elisa Claps è un “colpo di spugna” che non può e non deve bastare per cancellare quasi vent’anni di omissioni e misteri. Per l'arcivescovo di Potenza è un segno di “speranza”. La riapertura al culto tra un anno, al termine dei lavori di ristrutturazione, della chiesa della Santissima Trinità a Potenza riaccende ancora una volta i riflettori sulla tragica vicenda di Elisa Claps, la 16enne di Potenza ritrovata cadavere nel sottotetto di quella stessa chiesa proprio il 17 marzo 2010, diciassette anni dopo la sua scomparsa.

Alla vigilia di questo triste anniversario, il comunicato dell’arcivescovo di Potenza che annunciava la ripresa dei lavori all’interno della chiesa nel centro storico di Potenza ha riaperto ferite che non sono state mai chiuse. Una coincidenza non voluta, ha spiegato lo stesso arcivescovo, monsignor Salvatore Ligorio, nell’annunciare l'avvio degli interventi di restauro e consolidamento strutturale dell’edificio, con fondi “di origine regionale e della Conferenza Episcopale Italiana”, che porteranno alla riapertura al culto della chiesa “nel quadro della riorganizzazione pastorale prevista per il centro storico di Potenza”.

Pe la famiglia di Elisa Claps si tratta però di una decisione “inammissibile”. I parenti della giovane uccisa avevano più volte espresso già in passato perplessità sulla scelta di riaprire al culto il luogo in cui era stata ritrovata la ragazza, un edificio che al di là della sua funzione religiosa è anche il teatro di una vicenda oscura, dai contorni ancora poco chiari. L'opinione pubblica si era già spaccata tra chi sosteneva la necessità di riaprire la chiesa e chi invece chiedeva restasse chiusa (o addirittura sconsacrata, come proponeva una petizione lanciata sui social anni fa).

Dubbi e misteri sul caso Claps

Per l’omicidio di Elisa Claps, avvenuto lo stesso giorno della sua scomparsa, è stato condannato in via definitiva a trent’anni di reclusione Danilo Restivo, unico imputato per la morte della ragazza e detenuto in Inghilterra per l’omicidio di un’altra donna, Heather Barnett, compiuto quando l’uomo aveva già lasciato l’Italia. Ma la morte di Elisa Claps e soprattutto il suo ritrovamento nel sottotetto della chiesa in cui fu vista l’ultima volta rimangono ancora avvolti nel mistero, con tanti punti oscuri che la famiglia non ha mai smesso di sottolineare. Oltre alle inchieste e ai processi, negli anni alla vicenda sono stati dedicati inchieste, libri (uno scritto anche dallo stesso Gildo Claps insieme alla giornalista di Chi l’ha visto?  Federica Sciarelli), programmi tv, che non hanno mancato di sottolineare i dubbi e le incongruenze sulla scomparsa di Elisa, la sua morte violenta e il ritrovamento del suo cadavere. 

La posizione della famiglia Claps è rimasta ferma nel tempo e questo ultimi fatti hanno spinto il fratello di Elisa a ribadire ancora una volta il suo no alla riapertura della chiesa: “Non è ammissibile, con un colpo di spugna, cancellare 17 anni di omissioni e di menzogne offendendo la memoria di Elisa e la sensibilità di quanti non vorrebbero mai che in quella Chiesa si tornassero a celebrare funzioni religiose”. Soprattutto, Claps accusa ora monsignor Ligorio: “Ritengo una scelta di pessimo gusto riportare la telefonata tra il Vescovo Ligorio e mia madre in cui si lascia intendere che la famiglia abbia espresso piena condivisone nella scelta di riaprire la Chiesa al culto al termine dei lavori stessi”. Nella sua nota alla stampa, monsignor Ligorio aveva fatto riferimento a contatti intercorsi tra lui e la madre “della cara Elisa”, per assicurare la sua “vicinanza nella preghiera e informandola dell’evoluzione del progetto”.

"La Curia ha l'obbligo morale di fare chiarezza"

“Senza entrare nel merito del fatto che mamma ritenesse la telefonata di natura privata - ha scritto Gildo in una nota inviata alla redazione della trasmissione Chi l’ha visto? - mi vedo costretto a chiarire che il contenuto del colloquio ha riguardato semplicemente la notizia della necessità di intervenire nella ristrutturazione della Chiesa, nessun riferimento è stato fatto rispetto a quale sarà la destinazione futura una volta completati i lavori”.

Gildo Claps chiede ancora una volta chiarezza: “Su quanto accaduto dopo il 12 settembre del 1993 e all'alba del ritrovamento il 17 marzo 2010 non si è mai raggiunta una verità giudiziaria né tantomeno una verità storica e su questo punto la Curia potentina, prima di parlare di riapertura al culto ha l'obbligo morale di fare chiarezza”. 

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