Domenica, 21 Luglio 2024
La sentenza / Firenze

Uccide i suoceri e li nasconde "a pezzi" nelle valigie: "Sapevano che aveva abortito"

Elona Kalesha, 38enne albanese, è stata condannata per il duplice omicidio di Shpetim e Teuta Pasho. I cadaveri della coppia, scomparsa nel 2015, vennero ritrovati nel 2020 in un terreno vicino alla  superstrada Firenze-Pisa-Livorno. La Procura aveva chiesto l'ergastolo

È stata condannata a 30 anni di reclusione Elona Kalesha, la 38enne albanese accusata di aver ucciso e fatto a pezzi Shpetim e Teuta Pasho, suoi connazionali e genitori del suo ex fidanzato Taulant Pasho, scomparsi alla fine di ottobre del 2015. I corpi senza vita dei due coniugi vennero poi rinvenuti nel dicembre del 2020 in alcune valigie abbandonate in un terreno tra il carcere fiorentino di Sollicciano e la superstrada Firenze-Pisa-Livorno.La scomparsa dei coniugi Pasho, arrivati in Italia per salutare il figlio Taulant, che sarebbe uscito dal carcere di Firenze la mattina del 2 novembre del 2015, venne denunciata dalla figlia della coppia, Vitore, ai carabinieri di Castelfiorentino (Firenze), dove risiede e dove i suoi genitori sono stati sepolti.

Coniugi uccisi e fatti a pezzi: Elona Kalesha condannata a 30 anni

Nel pomeriggio di oggi, giovedì 4 maggio, la Corte di assise di Firenze ha emesso la sentenza nei confronti di Elona Kalesha, accusata di duplice omicidio volontario, occultamento e vilipendio di cadaveri. La donna è stata condannata a 30 anni di reclusione, mentre la Procura aveva chiesto l'ergastolo. Per l'accusa, sulla base delle indagini svolte dai carabinieri, il duplice omicidio probabilmente avvenne la sera prima che Taulant uscisse di prigione, nell'appartamento a Firenze, in via Fontana, che Elona aveva affittato proprio per i genitori del fidanzato. Secondo l'accusa, sostenuta dalle pm Ornella Galeotti e Beatrice Giunti, Kalesha avrebbe ucciso i due coniugi per evitare che rivelassero che lei aveva abortito un figlio concepito quando il fidanzato era già detenuto. Per la difesa, sostenuta dall'avvocato Federico Febbo, Elona Kalesha doveva essere assolta perché, sulla base delle risultanze probatorie, "non si sa se abbia ucciso, con chi avrebbe ucciso e perché avrebbe ucciso".

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