Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Emanuela Orlandi, "cercate dove indica l'angelo": chiesta l'apertura di una tomba

In una lettera all'avvocato della famiglia Orlandi l'ipotesi che un loculo del cimitero teutonico possa custodire i resti della ragazza scomparsa trentasei anni fa. I familiari scrivono al cardinale Pietro Parolin. Monsignor Girotti: "Pura leggenda, bufala, caso chiuso"

Porta a una tomba antica che si trova nel cimitero teutonico - all'interno delle mura vaticane - l'ultimo mistero collegato alla giovane Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa in circostanze misteriose a quindici anni, nel lontano 22 giugno 1983. Dopo la storia delle ossa ritrovate nella Nunziatura Apostolica, rivelatasi un buco nell'acqua, ora spunta un'altra pista d'indagine. Di cosa parliamo? Tutto parte da una lettera. "Cercate dove indica l'angelo": poche parole scritte in un messaggio arrivato l'estate scorsa all'avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, come indizio per ritrovare i resti di Emanuela.

Emanuela Orlandi: chiesta l'apertura di una tomba a Roma

La lettera ha fatto scattare le indagini difensive che hanno portato a una tomba del cimitero teutonico, all'interno delle Mura vaticane, che adesso la famiglia Orlandi chiede di riaprire. Appoggiata a una parete del cimitero teutonico, scrive il Corriere della Sera in un articolo di Fiorenza Sarzanini, c'è la statua di un angelo che tiene un foglio con la scritta in latino "Requiescat in pace", "Riposa in pace". Per terra una lastra con una scritta funeraria dedicata alla principessa Sofia e al principe Gustavo von Hohenlohe che nel 1857 fu nominato arcivescovo da papa Pio IX. Ma la datazione della statua - secondo la segnalazione del legale - è diversa da quella della lastra. Non solo: la tomba sarebbe stata aperta almeno una volta.

Emanuela Orlandi, "aprite quella tomba nel cimitero teutonico": la risposta del Vaticano

L'istanza formale per la riapertura del loculo è stata inoltrata al segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, nella speranza che vengano svolte ulteriori indagini e trovino risposte tutti gli interrogativi rimasti ancora insoluti. "La lettera della famiglia di Emanuela Orlandi è stata ricevuta dal cardinale Pietro Parolin, verranno ora studiate le richieste rivolte nella lettera", ha sottolineato il portavoce vaticano 'ad interim', Alessandro Gisotti, replicando alle richieste avanzate dai famigliari di Emanuela Orlandi.

"Alcune fonti - si legge nella richiesta depositata dall'avvocato Laura Sgrò il 25 febbraio scorso - riferiscono che più persone da anni sono solite deporre i fiori in segno di pietà nei confronti dell'Orlandi che lì sarebbe seppellita. Per fugare ogni dubbio sul contenuto, si ritiene opportuno una ricerca negli archivi di ogni documento relativo a tale loculo per individuare chi vi risulti essere stato sepolto. In ogni caso si chiede l'apertura della tomba alla presenza della sottoscritta, di un rappresentante della famiglia Orlandi e del nostro consulente tecnico, il dottor Giorgio Portera, affinché possa partecipare alle operazioni con tutte le garanzie necessarie vista la gravità del caso".

Monsignor Girotti: "Pura leggenda, bufala, caso chiuso"

"Pura leggenda". La richiesta al Vaticano da parte dei famigliari di Emanuela Orlandi di far luce su una tomba al cimitero teutonico all'interno delle mura vaticane perché potrebbe custodire i resti della figlia del commesso vaticano di cui si sono perse le tracce dal giugno 1983, viene bollata in questi termini da monsignor Gianfranco Girotti, reggente emerito della Penitenzieria Apostolica. Interpellato dall'Adnkronos su questa nuova sollecitazione della famiglia ("trattasi di bufala", corregge), monsignor Girotti dice: "Siamo alla pura leggenda che a questo punto diventa anche stucchevole. Certamente non credibile. Capisco il desiderio dei famigliari di Emanuela di tenere accesi i riflettori su un caso che sconvolge ancora e che ha suscitato scandalo, ma mi pare evidente che si stiano arrampicando sugli specchi".

I famigliari di Emanuela Orlandi hanno sempre denunciato "opacità" e "poca trasparenza" da parte del Vaticano sulla vicenda. Ritiene che tocchino un tasto giusto e che la loro insistenza possa essere determinata da tutto questo? "Io penso che siamo in presenza di una bufala - dice mons. Girotti -. Io non direi che c'è stata poca trasparenza. Tutto quello che poteva essere fatto è stato fatto. Trovo davvero stucchevole l'insistenza della famiglia Orlandi". Il Vaticano oggi ha fatto sapere ufficialmente che la lettera della famiglia Orlandi è stata ricevuta dal segretario di Stato e che le richieste saranno studiate. Che cosa si deve pensare? "Io penso sia stata una risposta educata e diplomatica. Già si era sollevato un polverone con le ossa ritrovate a villa Giorgina nella sede della nunziatura. E poi si è visto l'esito. Ora si tira in ballo il cimitero teutonico. Credo che percorrere una strada di fantasia che non ha fondamento sia una cosa grave. La Santa Sede ha fatto tutto quello che si poteva fare. Il caso è chiuso", conclude Girotti.

Nel corso degli anni sono state tante le "piste" delle indagini, poi rivelatesi false, per ritrovare Emanuela Orlandi.

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