rotate-mobile
Domenica, 14 Aprile 2024
Il caso

La morte in caserma di Emanuele Scieri, chiesta la condanna per due ex caporali

L'allievo paracadutista è stato trovato morto nella caserma Gamerra di Pisa il 16 agosto 1999, tre giorni dopo il decesso. Per l'accusa sono stati altri militari a ucciderlo e nascondere il corpo

Emanuele Scieri, l'allievo paracadutista trovato morto nella caserma Gamerra di Pisa il 16 agosto 1999 (tre giorni dopo il decesso), è stato ucciso per futili motivi. Ne è convinto il  procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini, che ha chiesto la condanna a 24 anni di reclusione per Alessandro Panella e 21 anni per Luigi Zabara, commilitoni di Emanuele Scieri. Secondo le perizie, il giovane morì dopo qualche ora di agonia e un soccorso immediato avrebbe potuto salvarlo.

Per il caso Scieri, la richiesta è arrivata al termine della requisitoria durata quasi sette ore davanti alla Corte d'assise di Pisa dove sono imputati i due ex caporali della Folgore, che si sono sempre dichiarati innocenti. La Procura ha riconosciuto la sussistenza di circostanze attenuanti generiche equivalenti all'aggravante dei futili motivi. Secondo l'accusa i due imputati, con il terzo commilitone Andrea Antico (assolto con rito abbreviato in primo grado, è pendente l'appello), la sera del 13 agosto del 1999, dopo averlo fatto spogliare e dopo averlo picchiato, avrebbero obbligato Emanuele Scieri a salire sulla torre di asciugatura dei paracaduti e poi avrebbero fatto pressione con gli scarponi sulle nocche delle sue dita. Quindi la caduta a terra della recluta e la fuga dei caporali, procurandogli così la morte: da qui la contestazione di omicidio volontario, perché l'ipotesi di omicidio preterintenzionale si è prescritto nell'agosto 2017. 

Nella requisitoria, il procuratore Crini e il sostituto procuratore Sisto Restuccia hanno ricostruito anche il clima di nonnismo dell'epoca e ha chiamato in causa le responsabilità dei dirigenti della caserma che avrebbero coperto il fatto.

Chi era Emanuele Scieri

Emanuele Scieri è di Siracusa e una laurea in Giurisprudenza, ha 26 anni e sta già svolgendo pratica in uno studio legale quando viene chiamato sotto le armi nel luglio del 1999. 

Finito il periodo al Car (il Centro addestramento reclute) a Firenze, viene trasferito alla caserma Gamerra con altri commilitoni il 13 agosto. Dopo aver sistemato i bagagli in camerata esce insieme ad altri coetanei per una passeggiata nel centro di Pisa e rientra in caserma alle 22.15, ma al contrappello delle 23.45 non risponde. Nonostante diversi colleghi riferiscano che è tornato in caserma, Scieri viene dato per non rientrato. In realtà a quell'ora probabilmente è già morto o è agonizzante. Il cadavere viene trovato il 16 agosto. Si scopre poi che è rimasto ai piedi della scala di una torre di asciugatura dei paracaduti - posto solitamente frequentato dagli "anziani" della caserma - per tre giorni.  

Emanuele Scieri, chi sono gli ex commilitoni sotto accusa

Alessandro Panella e Luigi Zabara sono ex commilitoni della vittima: si sono sempre dichiarati innocenti. Sono accusati di omicidio volontario in concorso. Un terzo militare, Andrea Antico, è stato assolto in primo grado con il rito abbreviato ed è in attesa della fissazione del processo di appello. Per l'accusa tutti e tre avrebbero picchiato Scieri facendolo cadere dalla torretta di asciugatura dei paracaduti, procurandogli così la morte e occultando il cadavere. 

La prossima udienza è fissata per il 19 aprile quando parleranno le parti civili mentre il 15 maggio toccherà alla difesa di Zabara e l'8 giugno a quella di Panella. Il 14 giugno, dopo le repliche, la sentenza in corte d'assise.

Tutte le notizie su Today.it

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La morte in caserma di Emanuele Scieri, chiesta la condanna per due ex caporali

Today è in caricamento