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Martedì, 18 Gennaio 2022
Verso la verità / Pisa

Emanuele Scieri, il giallo del parà morto in caserma: due rinviati a giudizio

I familiari sono sempre stati certi che Emanuele non si sia suicidato, ipotizzando un atto di nonnismo o un atto goliardico finito male. A processo i due ex caporali. Il processo inizierà ad aprile

Tre assoluzioni e due rinvii a giudizio sono stati decisi dall' udienza preliminare del processo per la morte di Emanuele Scieri, il paracadutista della Folgore deceduto in circostanze ancora non chiarite alla caserma Gamerra di Pisa il 13 agosto 1999. Il gup ha disposto il non luogo a procedere per il sottufficiale dell'esercito Andrea Antico accusato di omicidio volontario aggravato, per non avere commesso il fatto, e per gli ex ufficiali della Folgore, Enrico Celentano e Salvatore Romondia, perché il fatto non sussiste. Rinviati invece a giudizio i due ex caporali Alessandro Panella e Luigi Zabara. Il processo inizierà ad aprile 2022.

La famiglia Scieri non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia per Emanuele. Per anni si è parlato di nonnismo, e gli accertamenti degli inquirenti hanno porttao a ipotizzare una punizione per la recluta così violenta da uccidere il giovane prà appena arrivato nella caserma. Aveva solo 26 anni quando perse la vita. Secondo la ricostruzione fatta tempo fa dalla procura di Pisa, Emanuele Scieri venne sorpreso in caserma a telefonare col cellulare, cosa vietata a sera. Alcuni commilitoni se ne accorsero e decisero di punirlo: "Prima gli viene ordinato di svestirsi parzialmente poi fu percosso" e quando il parà si rivestì, per sfuggire alle violenze "tentò di salire sulla scala della torretta" arrampicandosi "dalla parte esterna". E lì veene inseguito da Panella "passato da dentro" che lo avrebbe "continuato a colpire: lo testimoniano le lesioni a mani e corpo di Scieri, che gli fanno perdere la presa e precipitare da 10 metri".

"C'è un buco nero, nessuno ci ha mai spiegato perché Emanuele non fu cercato subito, dalla notte del 13 agosto, quando non rispose al controappello alle 23", diceva cinque anni fa la mamma Isabella Guarino davanti alla Commissione d'inchiesta parlamentare sul decesso del militare, sottolineando che nella prima archiviazione il procuratore di Pisa, Enzo Iannelli scrisse una frase "incomprensibile: i militari della caserma erano stati avvertiti ma non informati. Non ho mai capitato quale fosse la differenza, questa frase mi ha sempre turbato".

I familiari sono sempre stati certi che Emanuele non si sia suicidato, ipotizzando un atto di nonnismo o un atto goliardico finito male. Venne lasciato ai piedi della torre agonizzante. Nel 1999 il caso Scieri trovò molto spazio nelle cronache giudiziarie nazionali che misero sotto accusa la Folgore e il nonnismo delle caserme. Dopo la relazione della commissione d'inchiesta, il caso era stato riaperto.  Dopo un primo iter giudiziario finito nel nulla, a rimettere in discussione la vicenda, fino a far riaprire il caso, sono stati infatti lavori della commissione parlamentare d'inchiesta. Ora la verità su cosa avvenne in quel giorno di mezza estate alla caserma Gamerra forse è un po' più vicina.

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