Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Italia

Terremoto, una norma per "Nonna Peppina" nel decreto legge fiscale

Edilizia libera per gli immobili costruiti nelle zone terremotate, sì anche alla sospensione dei mutui per attività produttive e prime case fino al dicembre 2020: lo prevede un maxi emendamento del governo al decreto fiscale in discussione al Senato

Il caso di nonna Peppina, Giuseppa Fattori la terremotata 95enne di San Martino di Fiastra (Macerata) diventata simbolo degli sfollati del sisma del Centro Italia, avrà una soluzione. L'emendamento del governo al decreto legge fiscale sul sisma, che riordina la legislazione in materia, consente infatti l'attività edilizia libera agli immobili costruiti nelle zone terremotate privi di titolo abilitativo, senza però l'obbligo di rimozione entro 90 giorni.

Rate mutui sospese fino 2020 per i terremotati

Le rate dei mutui sulle attività produttive e sulle prime case inagibili o distrutte localizzate in una zona rossa dei comuni colpiti dal sisma di agosto 2016 nel centro Italia saranno sospese fino al 31 dicembre 2020. Lo prevede un emendamento al decreto fiscale presentato dal governo in Commissione Bilancio del Senato, che riordina la legislazione post sisma e introduce nuove disposizioni per la ricostruzione dei territori sconvolti dai terremoti, compresi quelli dell'Aquila del 2009 e delle Marche e Umbria del 1997.

Il maxiemendamento recepisce una serie di richieste dei gruppi, con un pacchetto di misure a favore dei territori colpiti dal sisma del Centro Italia dell'agosto 2016. I beneficiari dei mutui possono optare tra la sospensione dell'intera rata e quella della sola quota capitale, senza oneri aggiuntivi per il mutuatario. Entro il 30 giugno 2018 il commissario straordinario del governo e l'Abi sottoscriveranno un accordo per la ridefinizione dei piani di ammortamento dei mutui o dei finanziamenti sospesi. Si prevede anche la rateizzazione fino a 36 mesi delle fatture i cui pagamenti sono stati sospesi e vengono introdotte agevolazioni di natura tariffaria.

La rabbia dei terremotati: "Solo briciole"

"Parliamo di briciole - spiega Francesco Pastorella del Coordinamento Terremoto Centro Italia - Se si volesse salvare il Centro Italia si suddividerebbero le aree del cratere in base a danni subiti con coperture e detassazione effettuate in modalità direttamente proporzionali; si stanzierebbero fondi per sostenere il lavoro nelle aree del terremoto; si penserebbero a sgravi per le aziende che assumono i terremotati; si trasformerebbe il Contributo per l'Autonoma Sistemazione in una sorta di "Reddito di cratere" fino alla ripresa dell'attività lavorativa".

"Hanno ammesso che le azioni che chiediamo sono troppo importanti per essere implementate da un governo debole, così però si perdono due anni, non uno solo"

Sisma, la situazione delle casette nel Centro Italia

Completati i lavori in 62 aree, consegnate ai sindaci 1.228 casette, di cui 624 nel Lazio (436 ad Amatrice, 188 ad Accumoli) 316 in Umbria (Cascia e Norcia), 287 nelle Marche (ad Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina e Visso) ed una a Torricella Sicura.

Questo il bilancio del Dipartimento della Protezione civile sui lavori per la realizzazione delle soluzioni abitative di emergenza (Sae) nei territori del centro Italia colpiti dal sisma. Secondo i dati forniti dalle 4 Regioni, sono complessivamente 3.702 le Sae ordinate per i 50 comuni che ne hanno fatto richiesta.

Consegnate 1228 casette su 3702

In particolare, la regione Abruzzo ha ordinato 250 Sae da installare tra i tredici Comuni interessati; nella regione Lazio sono 826 gli ordinativi per i sei Comuni più colpiti dai terremoti; la regione Marche ha ordinato 1.843 soluzioni abitative per i ventinove Comuni che ne hanno segnalato l'esigenza e, infine, la regione Umbria ha richiesto 783 soluzioni abitative di Emergenza per tre Comuni: Norcia, Preci e Cascia. Attualmente sono in corso lavori in 123 aree.

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