Giovedì, 17 Giugno 2021
Papa Francesco

Papa Francesco: "Il popolo ha pagato il salvataggio delle banche"

L'attesa enciclica di Bergoglio è un j'accuse contro banche, finanza e poteri forti: "L'economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto"

La grande attesa mediatica suscitata non è stata mal riposta. La prima enciclica tutta di papa Francesco, presentata questa mattina in Vaticano, parla di ambiente, ma soprattutto di "ridefinire il progresso" e di "decrescita". Quasi duecento pagine divise in sei capitoli, con note e citazioni. Nella "Laudato sì, sulla cura della casa comune", Bergoglio lancia la sfida della Chiesa ai potenti del mondo.

"La guerra causa sempre gravi danni all'ambiente e alla ricchezza culturale dei popoli, e i rischi diventano enormi quando si pensa alle armi nucleari e a quelle biologiche”,  scrive il papa in un passaggio diverso da una bozza pubblicata recentemente su un sito internet.

"Si richiede dalla politica una maggiore attenzione per prevenire e risolvere le cause che possono dare origine a nuovi conflitti", scrive Francesco. "Ma il potere collegato con la finanza è quello che più resiste a tale sforzo, e i disegni politici spesso non hanno ampiezza di vedute. Perché si vuole mantenere oggi un potere che sarà ricordato per la sua incapacità di intervenire quando era urgente e necessario farlo?".

BANCHE E DECRESCITA - Già il "salvataggio a ogni costo delle banche è stato fatto pagare alla popolazione", oggi - insiste Bergoglio - non facciamo pagare ai popoli il prezzo della crescita ad ogni costo. C’è bisogno invece di “rallentare il passo” e di uno stile di vita conciliabile con la difesa dell’ambiente e la salvaguardia dei popoli. 

ATTESA FINITA: IL PAPA PRESENTA L'ENCICLICA VERDE

LOTTA AL LIBERISMO - Nel suo sermone il papa prende di mira anche il "relativismo" inteso però come l'atteggiamento di chi vuole lasciare “che le forze invisibili del mercato regolino l'economia"."Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale e con molta lentezza si impara quella del deterioramento ambientale", scrive il Papa. 

LA CRISI MONDIALE - "La crisi finanziaria del 2007-2008 – scrive Francesco - era l'occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell'attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c'è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo”. 

NO AL PROFITTO - Francesco torna poi sull’argomento denunciando il "paradigma tecnocratico" che "tende a esercitare il proprio dominio anche sull'economia e sulla politica. L'economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione a eventuali conseguenze negative per l'essere umano. La finanza soffoca l'economia reale".

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