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Venerdì, 28 Gennaio 2022
"Non l'ho picchiata"

Enrico Varriale e le accuse della ex: "Non sono un violento, ecco come è andata"

Il giornalista, a processo per stalking e violenza, ammette: "Ho fatto qualcosa che non può e non deve essere fatto", ma spiega la sua versione della vicenda e cosa è successo la sera del 6 agosto

Dice la sua Enrico Varriale, il giornalista finito a processo per stalking e violenza dopo la denuncia di una sua ex. Il celebre volto di Novantesimo Minuto, in un'intervista a Repubblica, chiarisce: "Lo so benissimo, ho fatto qualcosa che non può e non deve essere fatto. Mai". Al tempo stesso però ribadisce: "So anche che non sono il mostro di Milwaukee e penso che sia giusto dire come sono andati i fatti".

Il giornalista ricostruisce quindi la sua versione della vicenda, che lo ha portato davanti al giudice (per un procedimento che lui stesso ha deciso di affrontare con rito ordinario). I fatti risalgono allo scorso 6 agosto. Varriale e la "Signora" (chiama così la donna, per tutta la durata dell'intervista) avevano iniziato a frequentarsi da novembre. "Lei viveva a Pesaro col marito. Io ero un uomo libero, a Roma. Ho due figlie grandi ma mi sono separato da mia moglie tanto tempo fa". I due si vedevano a Roma, a casa di Varriale, "una settimana sì e una no". Varriale le avrebbe chiesto più volte di scegliere tra lui e il marito. "A maggio, come tappa intermedia aveva affittato una casa vicino alla mia. Però le ho detto: il 15 luglio dopo gli Europei o prendi una decisione o la finiamo. Non ebbi risposta", ricorda il giornalista. Qualche giorno dopo, racconta, lui e la Signora si sono rivisti a Roma per decidere se fare o meno una breve vacanza insieme in Costiera amalfitana. Dopo un litigio a causa di una password cambiata ("Ha dato di matto…. E mi ha tirato il computer in faccia", dice Varriale), i due fanno pace e partono ugualmente. Il 5 agosto si rivedono a Roma. Scatta un'altra lite. "Mi ha provocato. Ha cominciato ad accennare alle mie avventure…", ricorda il giornalista, che quella sera, dice, "non sono caduto nelle provocazioni e me ne sono andato".

Varriale e la lite con la ex: "Non le ho mai messo le mani al collo"

Si arriva così al 6 agosto, con un'ennesima lite. Varriale ribadisce: "Non le ho mai messo le mani al collo", riferendosi a quanto denunciato dalla donna. "Al Gemelli le hanno fatto una prognosi, di cinque giorni... Un’abrasione alla base del collo...solo un’abrasione". Per Varriale la verità è che "ci siamo colpiti tutti e due. Non l'ho picchiata. Non ho provato a strangolarla. È stato un litigio. Alla fine avevo l'occhio pesto, quello messo peggio ero io. Lo hanno visto diverse persone, anche nei giorni successivi. Ma io non mi sono fatto refertare. Una colluttazione non è meno grave. È comunque diverso. Io non ho mai picchiato una donna. Sono della scuola che nemmeno con un fiore. Questo è stato il primo 25 novembre in cui non ho moderato o partecipato a qualche evento importante in difesa delle donne".

Per quanto riguarda quello che è accaduto, il giornalista ammette: "Non mi sono controllato. Ma non sono un violento, non sono uno stalker, non ho provato a strangolarla". L'ex direttore di Rai Sport è accusato anche di stalking, per aver cercato "ossessivamente" di contattare la donna. Per ognuna delle accuse della donna, Varriale ha una risposta, dalle decine di messaggi scritti ("Eravamo abituati a scambiarcene trenta-quaranta al giorno. Se mi avesse detto 'mi disturbi' sarei sparito"), al fatto che lei si sentisse spiata ("Ci siamo incrociati un paio di volte sotto casa la mattina mentre andavo a correre… abitiamo a due passi"), fino alle chiamate notturne ("Ma lei era famosa perché non dormiva mai. Si alzava alla tre di notte e cominciava a scrollare il telefono. Una volta era online e ho provato…"). Varriale respinge inoltre l’ipotesi di essere stato sotto pressione per aver perso il posto da telecronista della Nazionale. "Non c'entra niente con quello che è successo". Quanto alla Rai, il giornalista ribadisce: da viale Mazzini si sono comportati con lui "in modo corretto" e "non mi hanno sospeso come è stato scritto". Agli atti risulta un'offerta di Varriale di 15mila euro alla controparte per ritirare la denuncia. "Un tentativo, suggerito dal mio avvocato, di accorciare la gogna mediatica per me e per lei". "Mi ha amareggiato leggere l’intervista della Signora, coperta da anonimato e piena di falsità. Non era per comprare il suo silenzio, la mia immagine era già stata distrutta", conclude.

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