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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca Monza e della Brianza

Polmonite killer, l'epidemia fa paura: salgono a due i morti per legionella

Oltre 200 i casi di polmonite accertati nell'ultima settimana. Rassicurazioni dalla Regione Lombardia: "Non c'è nessun motivo per chiudere le scuole". Che cosa è la legionella, quali sono i sintomi e come bisogna comportarsi. Zolezzi (M5s): "Area inquinata da fanghi"

È stata una polmonite causata dal batterio della legionella a provocare la morte di Antonio Mandelli, 82 anni imprenditore brianzolo originario di Lecco ricoverato giovedì scorso all'ospedale di Desio dove è spirato nel primo pomeriggio di sabato.

Quella dell'imprenditore lecchese è la seconda morte accertata per legionellosi dopo quella di una 61enne spirata lo scorso giovedì 6 settembre 2018 in una clinica torinese. La struttura ospedaliera ha segnalato il caso alle autorità competenti, che dovranno accertare dove avesse contratto il batterio-killer. 

Come denuncia il deputato M5S Alberto Zolezzi l’epidemia attuale risulta che buona parte dei comuni di residenza dei malati siano bagnati dal fiume Chiese. " Quello che avviene lungo il Chiese è un inferno in terra. Le 24 discariche di Montichiari si sommano a decine di migliaia di tonnellate di fanghi di depurazione, gessi di defecazione e digestati sparsi sui suoli di tutti quei comuni (Asola ha il record nazionale per chilometro quadrato). I nitrati in acqua potabile sono sempre sul filo o poco oltre la già lassa normativa nazionale (50 mg/litro mentre negli USA siamo a 10 mg/litro) e in falda si arriva a 120 mg/litro, una palude". Il deputato chiede una legge per un miglior trattamento dei fanghi di depurazione.

Il dato incontrovertibile è quello dalla continua crescita degli accessi ai pronto soccorso dei presidi ospedalieri del Nord Italia per polmoniti.

Legionella, grave un ragazzo bresciano ricoverato a Monza

Un ragazzo di 29 anni, bresciano, è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Gerardo di Monza. Il giovane nella notte di martedì 4 settembre si era presentato con i classici sintomi della patologia al pronto soccorso di Gavardo (Brescia) ed è stato poi trasferito a Monza in quanto la struttura bresciana non sarebbe stata in grado di garantire il corretto trattamento della malattia. 

Salgono a 250 i casi di polmonite registrati dal 2 al 9 settembre in circa 20 comuni bresciani e in altri 7 tra il Mantovano e il Cremonese. L'agente patogeno non è stato ancora individuato, ma, secondo l'assessore regionale Giulio Gallera, si tratta certamente di polmonite batterica "perché sono in aumento i casi di legionella, almeno 12 quelli accertati".

Legionella, due decessi e 12 casi confermati

La legionella non si propaga bevendo acqua o per contagio tra persone: "Non c’è nessun motivo per chiudere le scuole" afferma Gallera, facendo il punto sull’allarme polmonite, precisando inoltre come "la curva epidemica è in calo; è stato un evento anomalo e particolare" che ha riguardato in particolare pazienti con oltre 60 anni di età o con quadri clinici compromessi".

Che cosa è la legionella

La Legionellosi è un'infezione, causata da un batterio chiamato 'Legionella', che colpisce l'apparato respiratorio e può manifestarsi con una grave forma di polmonite. Insorge bruscamente dopo un periodo di incubazione di 2-10 giorni e può essere accompagnata da temperatura corporea elevata, dolori addominali, diarrea, vomito, confusione mentale, delirio. La maggior parte degli individui sani resiste alla malattia,ma il rischio di acquisizione è correlato alla suscettibilità individuale del soggetto esposto, alla concentrazione e al tipo di Legionella, al tempo di esposizione.

La Legionella è un microrganismo molto diffuso in natura, in ambienti di acqua dolce (laghi e fiumi, sorgenti termali, ambienti umidi in genere). Da qui, la Legionella attraverso le reti di distribuzione dell'acqua potabile nelle città, dove può essere presente in bassa concentrazione, può colonizzare gli ambienti idrici artificiali come gli impianti idrici dei singoli edifici, grandi impianti di climatizzazione (torri evaporative e di raffreddamento), vasche idromassaggio, fontane, e così via. Quando tali sistemi sono scarsamente manutenuti, si possono creare condizioni di proliferazione del batterio, che può raggiungere anche concentrazioni molto elevate.

Epidemia di polmonite: quali sono i sintomi, come bisogna comportarsi 

La malattia si può acquisire respirando l'aerosol formato da acqua contaminata. La produzione di aerosol può avvenire attraverso l'uso di rubinetti o docce, i cui circuiti siano colonizzati dal batterio. Le grandi epidemie sono tuttavia spesso causate dalle emissioni di aerosol, diffuso anche a lunga distanza, da torri evaporative o di raffreddamento, non adeguatamente pulite e disinfettate in cui l'acqua di raffreddamento è contaminata da Legionella. La malattia non si contrae bevendo acqua contaminata e neppure per trasmissione da uomo a uomo.

Come precisato dall'Agenzia di Tutela della Salute non esiste alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell’attività nelle varie comunità (scuole, luoghi di lavoro). Esistono però delle regole igieniche da rispettare per ridurre il rischio di contagio. Il decalogo è stato diffuso dall'Ats e dai comuni colpiti dall'epidemia.

Polmonite, le raccomandazioni principali

  • Provvedere alla corretta manutenzione dei punti di emissione dell’acqua del rubinetto nelle abitazioni, sostituendo i filtri, disinfettandoli, o lasciandoli a bagno con anticalcare
  • Lasciar scorrere l’acqua calda e poi quella fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l’apertura dei rubinetti ed aprendo le finestre. 
  • Quando si è fuori casa è meglio evitare le fonti d’emissioni d’acqua vaporizzata, ad esempio non sostando vicino agli irrigatori automatici o alle fontane.
  • Evitare l’utilizzo di vasche con idromassaggio.
  • Evitare di irrigare i giardini utilizzando pompe con diffusori a spruzzo.
  • Evitare l’impiego di acqua del rubinetto per riempire gli apparecchi per l’aerosol terapia e ossigenoterapia.
  • Portare la temperatura dell’acqua calda a 70-80°C per tre giorni consecutivi, assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazione per almeno 30 minuti al giorno.

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