Giovedì, 22 Aprile 2021
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Processi, Notav e libertà d'espressione: intervista a Erri De Luca

Arriva il giorno del rinvio a giudizio per lo scrittore: mercoledì 28 gennaio. Il 27 invece, nell'aula bunker è stata letta la sentenza del maxi processo a 53 attivisti Notav. La settimana della Val Susa al tribunale di Torino

Una settimana intensa per il movimento che si batte contro la linea del treno merci ad alta velocità Torino-Lione. Perché non soltanto va a processo uno dei suoi sostenitori più conosciuti, lo scrittore napoletano Erri De Luca. Nell'aula bunker di Torino arriva la sentenza del maxiprocesso a 53 attivisti Notav, imputati per le mobilitazioni dell'estate del 2011: sei assolti, 46 i condannati per un totale di più di 140 anni di carcere.

Sui quei fatti l'avvocato difensore di quel processo, Claudio Novarro aveva detto:

In quella giornata i diritti di libertà di espressione e di riunione sono stati messi a repentaglio da questo sciagurato comportamento tenuto da parte delle forze dell’ordine, dai dirigenti delle forze dell’ordine.


ARTICOLO 21 - Il ventunesimo articolo della Costituzione recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Libertà d'espressione: è questo il filo rosso che lega questo processo a quello dello scrittore Erri De Luca, denunciato dalla società Lyon Turin Ferroviaire (Ltf), la stessa che opera in Val Susa per la costruzione della grande opera. La denuncia è stata accolta dalla procura torinese e all'oggi De Luca è accusato di istigazione a delinquere: lo scrittore ha detto pubblicamente che "la Tav va sabotata" perché solo così si fa comprendere che è "un'opera nociva e inutile". Insomma nessun terrorismo, come hanno anche detto i giudici in un altro processo, ai danni di altri quattro attivisti del movimento. 

LE PAROLE DI DE LUCA - Erri De Luca ha raccolto tutte le sue parole in un libro, pubblicato con Feltrinelli, non a caso da titolo "La parola contraria". Perché quelle sue parole sono state ammanettate. Ci dice al telefono: "Sono state prese e messe come capo di imputazione, sono diventate dei corpi di reato. Ma le libero ogni volta che le pronuncio fuori dalle aule del tribunale. Perché le parole sono libere, non possono essere imprigionate. Non sono state imprigionate neppure dai regimi totalitari perché riescono sempre a fermarsi e a liberarsi".

Le parole non si processano, si liberano. Ma alla "parola contraria" sono state messe le manette. Che differenza c'è allora tra libertà di parola e libertà di dissenso? "Se la parola è di quella a favore del potere ha ampia diffusione e ampia libertà. Spesso anche la parola reticente è gradita. Invece quando la parola è contraria disturba e può anche diventare corpo di un reato, processo penale"

Davanti a una denuncia del genere c'è stato stupore? "Quando ho visto che la denuncia era stata fatta da Ltf, la società che sta costruendo la Tav, ho pensato che da parte loro fosse stata una balorderia. Mi sono stupito del fatto che il tribunale di Torino nell'udienza preliminare abbia ritenuto la denuncia legittima fino ad arrivare al processo. Che le procure si mettano a sostenere questo tipo di denunce mi è sembrata decisamente una novità"

In molti si sono attivati in difesa dello scritto lanciando anche una campagna che raccoglie tutti i suoi sostenitori, "Io sto con Erri". Erri De Luca con chi sta? "Sto con tutti coloro che mi sostengono e con quelli che sostengono la Val Susa ma in generale con chi difende l'integrità fisica propria e del proprio territorio, battendosi contro chi continua a spargere amianto nell'aria, da Taranto alla Val di Susa".

COME STA LA TAV - Mentre i processi per "parola contraria" vanno avanti, rimane l'incognita di quando l'opera sarà terminata. I lavori dovrebbero entrare a pieno regime tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, almeno così si era detto al vertice Letta-Hollande a Roma. Sembra però che l'Unione europea non sia così disposta ai finanziamenti necessari: fino al 2020 il nostro Paese potrebbe ricevere solo 1,37 miliardi, non sufficienti per completare l'opera. 

Intanto una delegazione di sindaci valsusini Notav ha incontrato nei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, che ha definito l'opera a "lenta attuazione". I prossimo 28 febbraio a Parigi si terrà il summit italo-francese proprio per parlare della famigerata opera.

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