Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Napoli

Guerra di camorra per lo spaccio a Napoli, Alfano alza la voce: "Serve l'esercito"

Il ministro dell'Interno conferma la decisione di aumentare la presenza dei soldati dell'esercito a Napoli dopo l'escalation di omicidi di camorra, legati con tutta probabilità al controllo delle piazze della droga

Immagine di repertorio

L'escalation di omicidi nell'aerea metropolitana di Napoli dall'inizio del 2016 preoccupa il Viminale e per questo il ministro dell'interno Angelino Alfano ha annunciato l'intenzione di aumentare la presenza dell'esercito, già sul posto e impegnato da tempo nell'operazione "Strade Sicure". 

"Io faccio il ministro dell'Interno e devo garantire la sicurezza. E lo faccio mandando investigatori specializzati, rinforzando i reparti di prevenzione speciale, facendo le operazioni di alto impatto, contribuendo a che le forze dell'ordine e la magistratura arrestino le persone, e se serve, come sta servendo, anche inviando maggiore presenza dell'esercito a Napoli", ha dichiarato Alfano intervenendo al programma Voci del mattino su RadioUno Rai. "Il presidio dell'esercito molto spesso ha dato buoni risultati, vediamo a Napoli che effetto farà, secondo me avrà un effetto positivo", ha aggiunto, sottolineando che "aspettando che le dinamiche educative facciano il loro effetto, io non posso stare fermo: dobbiamo mandare più uomini delle forze dell'ordine e più uomini dell'esercito a Napoli e così si farà".

Alfano ha ribadito così il concetto già espresso nei giorni scorsi, quando disse "dobbiamo far stare zitte le pistole" e "mandare più soldati a Napoli", mentre è ancora forte l'eco della denuncia fatta dal Questore. "È una gara a handicap con questa criminalità sempre più giovane che desta allarme per l'eccezionale continuità e varietà di vicende che portano la sua firma. È una gara a handicap perché, mediamente, il cittadino proprio non collabora", aveva detto Guido Marino in un'intervista a Repubblica, puntando il dito non verso un problema di "paura o omertà" ma "di mancanza di consapevolezza". 

La guerra di camorra per il controllo dello spaccio di droga continua a spargere sangue a Napoli. I morti sono già dieci, tre in poco più di 24 ore tra il 4 e il 6 febbraio scorsi. Francesco Esposito, 33 anni, pregiudicato per reati connessi allo spaccio di droga, è morto con un colpo di pistola al torace: aveva appena citofonato alla moglie, che ha sentito il sicario sparare al marito. Gli altri due omicidi sono avvenuti nei quartieri di Miano e Bagnoli, le vittime sono un pregiudicato 24enne, Giuseppe Calise, freddato a distanza ravvicinata mentre si trovava in auto, al telefono con un amico, e Pasquale Zito, 21 anni, anche lui pregiudicato e ucciso con otto colpi di pistola sparati dai sicari. 

Intanto all'alba di ieri è scattato un blitz antidroga tra Caserta e Napoli. I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli,  hanno passato al setaccio la piazza dello spaccio del Parco Verde di Caivano, nel napoletano. La droga partiva da Caivano e tramite i baby corrieri veniva trasportava nelle località di interesse dei malviventi per essere poi venduta. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Guerra di camorra per lo spaccio a Napoli, Alfano alza la voce: "Serve l'esercito"

Today è in caricamento