Lunedì, 18 Ottobre 2021
CRONACA

Esercito nella Terra dei Fuochi: "Militari da tutelare in quelle aree contaminate"

Il maresciallo dell'esercito italiano Gennaro Galantuomo chiede "una tutela adeguata" per i militari inviati nelle terre tra le province di Napoli e Caserta: "Servono equipaggiamenti e mezzi idonei per l'emergenza"

ROMA - «Auspico che al personale impiegato in aree altamente contaminate sia garantita l'adeguata tutela con equipaggiamenti e mezzi idonei a fronteggiare questa ennesima emergenza»: è quanto afferma il maresciallo dell'esercito italiano Gennaro Galantuomo, delegato Co.Ce.R. Interforze, commentando l'invio dei militari nella Terra dei Fuochi, «per risolvere - sottolinea - un altro danno incalcolabile che la politica, la camorra e l'industria italiana negli anni hanno contribuito a far crescere al punto di causare centinaia di morti sospette».

«Ancora una volta - afferma Galantuomo - sarà l'Esercito italiano a dover porre rimedio ai danni incalcolabili causati in Campania da quel malvezzo tutto italiano frutto di un rapporto inscindibile che stringe da queste parti, in un patto di sangue, la politica con la camorra ed il malaffare. Dopo l'operazione 'Strade Pulite', che negli anni scorsi vide l'Esercito in prima linea per fronteggiare l'emergenza dei cumuli di rifiuti a Napoli e provincia, si ritorna quindi in soccorso delle popolazioni locali. L'Esercito come strumento di salvaguardia e sicurezza per i cittadini, per contrastare le ecomafie e vigilare molto presumibilmente ancora una volta quei siti di interesse strategico nazionale».

"SENZA UN EURO DI AUMENTO" - Secondo il delegato Co.Ce.R., inoltre, i militari che saranno chiamati a fare gli straordinari in Campania, «è da 5 anni ormai che non vedono un euro di aumento a differenza di altre categorie di lavoratori statali». Galantuomo, infine, auspica una «coralità delle forze politiche anche quando si tratta di stare vicini al comparto difesa, ultimamente falcidiato. Proprio in questi giorni sono stati approvati in CdM i decreti discendenti che tagliano oltre 18 mila unità dell'Esercito senza alcuna norma a salvaguardia del personale in esubero. Auspico - conclude il delegato Co.Ce.R - che al personale impiegato in aree altamente contaminate sia garantita l'adeguata tutela con equipaggiamenti e mezzi idonei a fronteggiare questa ennesima emergenza».

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