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Giovedì, 20 Giugno 2024
Incidenti / Pescara

Pescara, lo strazio dei parenti davanti alle macerie della fabbrica

La comunità d Città Sant'Angelo si stringe attorno alle famiglia Di Giacomo che piange quattro morti. Sarebbero state quattro, e non due, le esplosioni che hanno devastato la fabbrica di fuochi d'artificio

CITTA' SANT'ANGELO (PESCARA) - Chi è sul luogo della tragedia racconta di scene strazianti a Villa Cipressi, tra le case della famiglia Di Giacomo. Parenti, moglie e figli delle quattro persone morte ieri piangono, si abbracciano, provano a consolarsi mentre proseguono le operazioni di bonifica da parte degli artificieri.

Loris, il genero di Federico Di Giacomo, disperso insieme al fratello Mauro e a Roberto, ha raccontato di aver parlato al telefono con Gianmarco Di Giacomo, ancora ricoverato all'ospedale di Penne con una frattura a tibia e perone.

ESPLODE FABBRICA DI FUOCHI D'ARTIFICIO: 4 MORTI

"Gianmarco mi ha detto - racconta Loris all'Ansa - che dopo le prime due esplosioni erano riusciti ad uscire dall'ufficio lui, Giordano e Alessio e ad attendere i soccorsi. Erano distanti dalla casamatta che è esplosa per ultima e che nonostante i carabinieri avessero urlato ad Alessio di non avvicinarsi al fabbricato lui non li aveva ascoltati ed era corso verso la struttura nel tentativo di rintracciare il padre e lo zio. Quindi erano sopravvissuti in tre mi ha detto - conclude Loris - e che l'ultima esplosione ha ferito Giordano e Gianmarco e ucciso Alessio".

Pescara, esplosione in fabbrica di fuochi d'artificio

Quindi, se ieri il fratello Adriano si è salvato per caso, perché invece di essere al lavoro era ad una visita medica, Federico Di Giacomo, uno dei tre dispersi, sarebbe morto per altrettanta casualità: "Mio suocero era andato via al mattino con il furgone per sistemare il lavoro per una festa patronale ma si sarebbe dimenticato qualcosa e per questo è tornato indietro. Cosa sia successo dopo non lo sappiamo e neanche dove si trovasse al momento dello scoppio".

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Intanto, dalle indagini che continuano, emerge come sarebbero state quattro e non due le esplosioni che hanno devastato l'azienda di fuochi d'artificio della famiglia Di Giacomo. Lo riferisce il testimone oculare Francesco, contadino che casualmente si trovava nei pressi del luogo dell'esplosione.

"Dopo un primo scoppio scoppio venuta la seconda terribile esplosione che ha generato il "fungo"". Secondo il suo racconto dopo un quarto d'ora sono arrivati i soccorsi, e subito dopo c'è stata una terza esplosione più contenuta.

"Il quarto scoppio è avvenuto dopo circa mezz'ora dal primo ed è quello che ha ucciso Alessio Di Giacomo, entrato a cercare il padre" continua Francesco. "Noi vedevamo piccoli scoppi dal fabbricato, carabinieri e vigili del fuoco che fuggivano e quindi un altro scoppio tremendo che ha disintegrato sia il fabbricato che altre costruzioni intorno. I carabinieri poi mi hanno detto che Alessio incurante del pericolo andava proprio verso quella casamatta esplosa per l'ultima, nonostante l'avessero avvertito del pericolo. Era un bravo ragazzo - conclude Francesco - il genietto di casa che avrebbe preso in mano l'azienda da grande''.

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