Mercoledì, 23 Giugno 2021
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L'Europa condanna l'Italia per detenzione "illegale" di migranti

Dalla corte dei Diritti umani di Strasburgo arriva l'ennesima sentenza di condanna: lo Stato dovrà risarcire tre migranti per le condizioni con cui sono stati trattenuti nel Cie di Lampedusa

Dopo quella che riguardava il "trattamento inumano e degradante" nelle carceri in l'Italia è arrivata un'altra stangata da Strasburgo: la Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha condannato l’Italia per la detenzione "illegale" di tre migranti tunisini nel centro di prima accoglienza di Lampedusa e poi su due navi a Palermo. I fatti risalgono al marzo 2012 e riguardano tre migranti tunisini di 28, 32 e 33 anni: il tribunale europeo ha stabilito che lo Stato dovrà risarcirli con 10mila euro ciscuno. La sentenza diventerà definitiva tra tre mesi se le parti coinvolte non chiederanno un riesame. 

Secondo la Cedu i tre uomini sono stati sottoposti allo stesso "trattamento inumano e degradante" per cui il nostro Paese è già stato condannato: in quel caso le sanzioni sono state evitate grazie alla riforma denominata "svuotacarceri" che aveva come obiettivo quello di risolvere il problema del sovraffollamento. Stavolta invece sono coinvolti tre migranti irregolari, scappati dalla Tunisia durante la "primavera araba"

I FATTI - Il 16 e 17 settembre del 2011 i tre hanno lasciato la Tunisia via mare, le loro barche sono state intercettate dalle autorità italiane e accompagnate verso Lampedusa. Qui sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola, descritto più volte nella sentenza come "sovraffollato e malsano". Pochi giorni dopo i migranti accolti hanno dato vita a una rivolta all'interno della struttura, in cui si è sviluppato un incendio. Così buona parte di coloro che erano stati accolti sono stati trasferiti in un campo sportivo per passare la notte. In quell'occasione i tre uomini che hanno fatto ricorso alla Cedu sono riusciti a scappare e si sono recati nel comune di Lampedusa, dove hanno partecipato a una manifestazione di protesta proprio sulla questione dell'accoglienza. Così sono stati arrestati e imbarcati su due navi ancora nel porto, dove sono rimasti per diversi giorni, prima di essere rimpatriati in Tunisia. 

LA CONDANNA - Quella detenzione per i giudici Cedu è stata "irregolare" e ha leso la loro dignità, violando diversi articoli della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, visto che la detenzione era "priva di base legale" e ancora i motivi sono sconosciuti ai tre, che quindi non hanno potuto contestarli. Così il nostro paese ha violanto il divieto di espulsioni collettive di stranieri, al momento del rimpatrio che è stato effettuato senza un'analisi specifica sulla condizione di ciascuno di loro. La violanzione riguarda l'articolo 4 del protocollo 4 alla Convenzione che afferma che "le espulsioni collettive di stranieri sono vietate". 
 

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