Martedì, 15 Giugno 2021
Migranti

Migranti, il grido di Medici Senza Frontiere: "Vergognati Europa, no a scorciatoie politiche"

Alla vigilia del vertice europeo, l'organizzazione lancia un appello ai leader europei affinché ripensino le proprie politiche sul tema e denuncia l'inazione degli stati membri davanti alle responsabilità umanitarie

ROMA - "Vergognati Europa". Questo il grido di Medici Senza Frontiere, alla vigilia del Consiglio Europeo del 25 e 26 giugno, contro l'inazione degli stati membri dell'Unione Europea di fronte al picco di sofferenza umana creato ai confini del continente dall'arrivo massiccio di profughi e richiedenti asilo. Ma da MSF arriva anche un appello ai leader europei affinché ripensino in modo radicale le proprie politiche migratorie, per offrire vie legali e sicure a chi cerca protezione.

"L'Europa ha reagito tardi alle stragi in mare", accusa Loris De Filippi, presidente di MSF Italia, che punta il dito contro l'inerzia e la lentezza dell'Europa ma ricorda che "quando vuole, riesce a spendere soldi e a scendere in campo rapidamente, ma lo fa solo per scelte di deterrenza". Dopo la morte di 1800 persone nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno, i finanziamenti per le attività di ricerca e soccorso in mare - azione in cui anche MSF è impegnata con tre navi - sono stati finalmente triplicati negli ultimi mesi. Ma ancora molto poco è stato fatto per fornire assistenza e adeguate condizioni di accoglienza.

Medici Senza Frontiere chiede ai leader dell'Unione Europea di mettere a disposizioni le risorse necessarie per consentire all'Italia e alla Grecia di assicurare protezione adeguata a condizioni di accoglienza umane nei luoghi di arrivo. "In Grecia non c'è accoglienza, il sistema è praticamente inesistente, mentre in Italia il sistema è ancora emergenziale, non strutturato", ha dichiarato Manu Moncada, coordinatore dei progetti per la migrazione in Italia, Grecia e Balcani, nel corso della conferenza stampa organizzata per presentare i contenuti dell'appello, alla quale ha partecipato insieme a De Filippi. In sette mesi, ha ricordato Moncada, MSF ha triplicato i progetti in Italia, Grecia ("dove i migranti vengono 'non' accolti dal governo" e collocati in strutture in disuso, senza cibo né acqua, e dove MSF è l'unica organizzazione a fornire cure mediche nel tentativo di migliorare le loro condizioni di vita) e sulla rotta balcanica, che dalla Turchia porta fino in Ungheria. "Le persone trovano qui una 'non' assistenza. Servirebbero progetti per ridare loro dignità, mentre i Paesi intorno si chiudono, parlano di muri e di barriere, non di asilo politico", ha concluso Moncada.

In Italia il numero dei nuovi arrivi non è dissimile da quello dell'anno scorso, ma il sistema è ormai sotto pressione e, dicono da MSF, collasserà nelle prossime settimane. De Filippi dice no alle "scorciatoie politiche", dai campi di transito in Libia proposti da chi è "incurante delle violazioni dei diritti umani" che avvengono in quel Paese fino alle proposte di blocchi  navali che in realtà sono "inattualizzabili". L'Europa si impegna in azioni navali ma, sostiene De Filippi, chi fugge continuerà a farlo e sarà costretto a scegliere vie ancora più difficili e pericolose.

Ma cosa dovrebbe fare l'Italia? "In concreto dovrebbe fare due cose: imporre ai Comuni di aumentare le capacità di ricezione e farsi sentire molto di più dal punto di vista politico, premendo per il reinsediamento non solo di poche decine di migliaia di persone ma per un numero veramente consistente - ha spiegato De Filippi a Today - Se non ci saranno scelte fatte dall'Europa in questo senso, l'Italia deve avere il coraggio di sospendere temporaneamente il Regolamento di Dublino: è una scelta prioritaria". 

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