Sabato, 25 Settembre 2021
diritti umani

"Un diritto umano, quello di morire": da Marcorè a Veronesi, tutti per l'eutanasia

Settanta testimonial nel video-appello ai parlamentari per il riconoscimento del testamento biologico e la libertà di scelta sulla "dolce morte". Tra loro personaggi del mondo della cultura e della scienza ma anche tanti malati

"Onorevoli parlamentari...": così comincia l'appello in video che settanta testimonial hanno girato perché venga riconosciuto il diritto al testamento biologico e alla scelta dell'eutanasia. Tra loro tanti personaggi della cultura, della scienza e del giornalismo: Roberto Saviano, Umberto Veronesi, Marianna Aprile, Corrado Augias, Luca Barbarossa, Marco Bellocchio, Emma Bonino, Maurizio Costanzo, Vittorio Feltri, Neri Marcorè, Rocco Papaleo. A fianco a loro, nel video, tanti malati, infermieri, medici e parenti di chi vorrebbe morire ma non può, per legge. 

Le richieste al parlamento sono semplici: discutere la proposta di legge di iniziativa popolare in materia di suicidio assistito. Il tutto nella Giornata internazionale per i diritti umani perché, come sottolinea Umberto Veronesi "morire è un diritto umano".

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Promotori della campagna l'Associazione Luca Coscioni, no profit di promozione sociale e soggetto costituente del Partito radicale. Secondo il suo tesoriere, Marco Cappato, oramai non c'è più tempo: 

Quando la frattura tra politica e società si fa così come nel caso delle leggi sul fine vita, non è in causa soltanto il tema in sé, ma la democrazia stessa, cioè la capacità delle istituzioni di rispondere alle questioni sociali. Tutti i sondaggi confermano che gli italiani sono favorevoli alla regolamentazione dell'eutanasia. Il ritardo del Parlamento nel discuterne è un colpo alla credibilità del Palazzo certo meno dirompente dello scandalo fresco di giornata, ma più profondo e devastante. E' ora che ci ascoltino

Adesso si aspetta la risposta della politica che comunque arriverà in ritardo: la battaglia per il diritto all'eutanasia è sempre stata portata avanti dall'associazione e da quando la legge d'iniziativa popolare sul tema è stata depositata alla Camera è già passato più di un anno. Sottoscritta da 80mila persone, ancora non è stata discussa dall'esecutivo. 

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