Domenica, 20 Giugno 2021
Il fuggitivo / Perugia

Evaso un detenuto ergastolano: era in carcere per omicidio

Un massiccio spiegamento di forze di polizia è impegnato nella ricerca di un uomo che si trovava recluso nel carcere di Capanne a Perugia dove stava scontando una condanna all'ergastolo per omicidio. Il detenuto è evaso approfittando della sua permanenza all'esterno dell'istituto dove stava svolgendo attività lavorativa.

Era recluso nel carcere di Capanne, a Perugia, con una condanna all'ergastolo per omicidio volontario, il detenuto napoletano 38enne evaso approfittando della sua permanenza all'esterno dell'istituto dove stava svolgendo attività lavorativa.

Come ricostruito da Perugiatoday il fuggitivo è Domenico D'Andrea, 38 anni, una vita dentro e fuori dagli istituti minorili e dalle carceri di mezza Italia per furti, rapine, ricettazione, fino all’omicidio di un edicolante, a Napoli, nel 2007 che gli è costato l’ergastolo.

A 13 anni era rimasto ferito durante una rapina da un colpo di pistola sparato da un carabinieri fuori servizio. Poi aveva collezionato otto evasioni da altrettanti istituti minorili. Rapine e furti a raffica li aveva computi a danni dei residenti nei quartieri altolocati di Napoli. Più volte era stato preso con merce rubata. Diverse anche le contestazioni per possesso e spaccio di droga. Fino all’omicidio di Salvatore Buglione, l'edicolante di via Pietro Castellino, ucciso con un colpo al cuore.

Chi è l'uomo evaso dal carcere di Perugia

Domenico D'Andrea-2

In carcere Domenico D’Andrea stava usufruendo dell’articolo 21, che gli consentiva di lavorare all’interno dell’istituto e di non stare in cella tutto il giorno. Proprio grazie alla possibilità di muoversi intorno alle 13 di oggi sarebbe riuscito a scavalcare il muro posteriore del carcere e allontanarsi nei campi attorno all’istituto per poi saltare la recinzione e fuggire nei boschi.

''L'uomo era ammesso al lavoro ai sensi dell'articolo 21 dell'Ordinamento penitenziario nell'area esterna del carcere ed ha colto l'occasione per fuggire, presumibilmente, scavalcando una cinta bassa, vista anche l'esiguità del personale presente nei servizi esterni - spiega Fabrizio Bonino, segretario nazionale Sappe per l'Umbria - Una evasione frutto della superficialità con cui sono state trattate e gestite le molte denunce fatte dal sindacato sulle condizioni di sicurezza dell'istituto".

''Adesso è prioritario catturare l'evaso - aggiunge Donato Capece, segretario generale del Sappe - ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria del carcere di Capanne. Nel 2020 si sono verificate nelle carceri italiane 81 evasioni da istituti penitenziari, 15 da permessi premio, 3 da lavoro all'esterno, 8 da semilibertà e 13 mancati rientri di internati. Serve un potenziamento dell'impiego di personale di Polizia Penitenziaria nell'ambito dell'area penale esterna e dei presidi di polizia sul territorio - anche negli Uffici per l'Esecuzione Penale esterna - per farsi carico dei controlli sull'esecuzione delle misure alternative alla detenzione, delle ammissioni al lavoro all'esterno, degli arresti domiciliari, dei permessi premio, sui trasporti dei detenuti e sul loro piantonamento in ospedale. E per farlo, servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria''.

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