Clima, il 2019 l'anno nero: record di vittime causate dal maltempo

Sono 231 le persone che hanno perso la vita a causa del maltempo dal 2010 ad oggi, e ben 42 morti sono stati registrati solo nel corso degli ultimi 12 mesi. Nel 2018 le vittime furono 32

Le marce per il clima hanno contraddistinto il 2019, ma il vertice dei leader mondiali si è concluso con un insuccesso

Tempo di bilanci anche per il clima. Se il 2019 è stato contraddistinto dalla mobilitazione giovanile globale guidata da Greta Thunberg per far pressione sulla politica, il bilancio stilato da Legambiente restituisce un anno quanto mai critico anche per l’Italia con nubifragi e ondate di calore sempre più forti e prolungate.

L'associazione ambientalistica segnala come siano ben 42 le persone che hanno perso la vita in conseguenza dei 157 eventi estremi registrati nel Bel Paese negli ultimi 12 mesi. Un bilancio in crescita rispetto a quello del 2018 che aveva registrato 32 vittime e 148 eventi estremi.

Clima, gli eventi estremi del 2019

Il 2019 si è aperto ancora una volta con lunghissimi periodi di siccità record registrata al centro (nelle Marche in particolare) ed al Nord con livelli record di secca per il Po ed incendi sull’Appenino Emiliano (va ricordato come 5mila metri quadri di bosco siano andati in fiamme a Baiso (Re) a gennaio.

Il 2019 è stato caratterizzato inoltre da

  • 85 casi di allagamenti da piogge intense;
  • 54 i casi di danni da trombe d’aria (in forte aumento rispetto alle 41 del 2018) e si sono registrate vittime a Alvito (Fr), Guidonia (Rm), Fiumicino (Rm), Parma, Taranto, Villaputzu (Ca), Numana (An), Capaccio Paestum (Sa) e da ultimo a Lauria (Pz); 5 frane causate da piogge intense;
  • 16 le esondazioni fluviali, le più drammatiche a Casargo (Lc), in agosto, quando furono almeno 160 gli sfollati; a Budrio (Bo) lo scorso novembre con oltre 300 evacuati; a Cardè (Cn) a fine novembre con 150 evacuati (su un totale di oltre 650 provocati dall’alluvione che ha colpito Alessandrino e Cuneese). Sempre nell’Alessandrino sono state drammatiche le conseguenze dell’alluvione che ha colpito la provincia il 21 e 22 ottobre.

In aumento anche gli eventi che riguardano due o più categorie (ad esempio casi in cui esondazioni fluviali o allagamenti da piogge intense provocano danni alle infrastrutture). Una persona ha perso la vita nella zona di Villa Carolina a Capriata d’Orba, dove è crollato un ponte per la piena del torrente.

Oltre ai fenomeni meteorologici estremi, il 2019 sarà ricordato anche per il forte caldo. Come ricorda l'Osservatorio Cittaclima di Legambiente, l’anno che stiamo per lasciarci alle spalle è stato uno degli anni più caldi della storia e, secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale dell'Onu (Wmo), è destinato a piazzarsi al secondo posto nella classifica dei record di caldo.

clima emergenza climatica foto greenpeace ansa-2

Il mese di luglio, secondo l’Agenzia Americana per Oceani ed Atmosfera (Noaa), è stato il mese più caldo mai registrato al Mondo negli ultimi 140 anni, con una temperatura media globale di 0,95 gradi sopra la media.

In Italia il mese di ottobre è stato il secondo più caldo in assoluto dal 1800 ad oggi, dietro solo al 2001, con un’anomalia di +1,74°C. Temperature anomale rispetto alla media di stagione si sono registrate anche sotto queste feste di Natale, con Torino che ad esempio, tra il 24 e il 25 dicembre, ha registrato una massima di 17,8 gradi.

"L’adattamento al clima rappresenta la grande sfida del tempo in cui viviamo" spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente. "I dati dell'osservatorio rendono evidente la diffusione e la dimensione degli impatti dei fenomeni meteorologici estremi nel territorio italiano, resi ancor più drammatici dal dissesto idrogeologico, da scelte urbanistiche sbagliate e dall’abusivismo edilizio. Proprio per questo il Paese ha bisogno di cambiare strada, ridefinendo le priorità e individuando le risorse necessarie".

Il 2020, "deve essere l'anno in cui si approva finalmente un piano nazionale di adattamento al clima, come hanno fatto gli altri Paesi europei, in modo da intervenire nelle aree più a rischio e coordinare le politiche di riduzione del rischio sul territorio, oggi disperse tra programmi e cantieri spesso inutili. Occorre dar avvio ad interventi rapidi e politiche di adattamento a partire dai grandi centri urbani, che sono le aree più a rischio come raccontano i dati dell'osservatorio. Non esistono più alibi o scuse per rimanere fermi: disponiamo delle competenze e delle soluzioni progettuali per aiutare i territori e le città ad adattarsi ai cambiamenti climatici e mettere in sicurezza le persone”.

Dieci anni di emergenza climatica

Se i numeri di questo 2019 fanno paura, gli avvenimenti degli ultimi dieci anni riescono a tracciare l'evidenza dell'emergenza: dal 2010 al 31 dicembre 201 sono ben 594 i fenomeni meteorologici che hanno coinvolto 364 i Comuni, il 4,5% del totale. Inoltre sono 231 le persone vittime del maltempo dal 2010 ad oggi, 42 i morti solo nel corso degli ultimi 12 mesi.

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