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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Nuova vita

L'ex comandante Schettino potrebbe presto uscire dal carcere

Sta scontando a Rebibbia la pena di 16 anni di reclusione dopo la tragedia dell'Isola del Giglio che nel 2012 causò la morte di 32 persone

L'ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, potrebbe presto avere una nuova vita fuori dalla cella, a dieci anni dal naufragio della Costa Concordia. Schettino, che sta scontando a Rebibbia la pena di 16 anni di reclusione dopo la tragedia dell'Isola del Giglio che nel 2012 causò la morte di 32 persone, potrebbe presto uscire dal carcere per "dare il proprio contributo alle istituzioni". L'ex comandante si occuperebbe di digitalizzare alcuni dei grandi processi che attraversano la storia del Paese e salvarli dall'incuria del tempo. 

La nuova richiesta per Schettino, che da anni è impegnato in lavori socialmente utili all'interno della casa circondariale romana, è stata avanzata dalla direzione del carcere: la disposizione è quella di digitalizzare gli atti dei processi di Ustica, seduto dietro una scrivania della Discoteca di Stato. Schettino ha infatti maturato il termine che gli consente di accedere a misure alternative: arrivato quasi a metà della pena potrebbe quindi accedere ai benefici previsti dalla sua attuale situazione detentiva. In carcere è un detenuto modello, gentile e rispettoso di tutti, benvoluto secondo il cappellano, segue due corsi universitari, si dedica allo sport e attende gli incontri con la figlia Rossella.

Forse per problemi burocratici, l'avvio della nuova attività è stata ritardata di qualche giorno. All'ex comandante, che ha sempre difeso il suo operato, compreso l'abbandono della nave che stava affonando, si presenta ora una nuova occasione: intraprendere una nuova vita nella quale poter dare il suo contributo sottraendo all'oblio e all'usura del tempo testimonianze cruciali della storia dell'Italia. 

Il naufragio della Costa Concordia

Salpata dal porto di Civitavecchia in direzione di Savona per l'ultima tappa della crociera "Profumo d'agrumi", nelle acque dell'arcipelago toscano, nei pressi dell'Isola del Giglio, la nave Costa Concordia, urtò uno scoglio riportando l'apertura di una falla lunga circa 70 metri sul lato di sinistra della carena. L'impatto provocò la brusca interruzione della navigazione, un forte sbandamento e il conseguente incaglio sullo scalino roccioso del basso fondale prospiciente Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto, seguito dalla parziale sommersione della nave.

L'11 febbraio 2015 Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni; sia Schettino, sia Costa Crociere sono stati condannati al pagamento di risarcimenti di 1,5 milioni di euro per il Ministero dell'ambiente, un milione per la Presidenza del Consiglio dei ministri, 500.000 euro per i Ministeri della difesa, delle infrastrutture, dell'interno e per la Protezione civile, 300.000 euro per il Comune del Giglio e numerosi altri risarcimenti ai parenti delle vittime e ai feriti e naufraghi. In precedenza la Costa Crociere aveva già risarcito 2.623 passeggeri e 906 membri dell'equipaggio con 85 milioni.

Il 31 maggio 2016 la condanna a 16 anni è stata confermata anche in secondo grado dalla Corte d'appello di Firenze. Le provvisionali a favore dei passeggeri che si sono costituiti parte civile anche in questo secondo grado di giudizio sono state tutte elevate. Il giudizio penale è confermato in via definitiva dalla Corte di cassazione nel 2017. Schettino si costituì al carcere romano di Rebibbia subito dopo la sentenza.

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