Domenica, 19 Settembre 2021
Expo 2015

"Appalti truccati per Expo": indagato l'uomo del Padiglione Italia

Nel mirino degli investigatori le "Vie d'acqua": finisce sottoinchiesta Antonio Acerbo, direttore del padiglione italiano. L'accusa è corruzione e turbativa d'asta

A pochi mesi dal via arriva un'altra inchiesta su Expo2015: questa volta nel mirino degli inquirenti ci sono gli appalti sulle "Vie d'acqua", ovvero quegli interventi paesaggistici e urbanistici che hanno come obiettivo la valorizzazione del reticolo idrico della cintura ovest di Milano.

Sotto accusa, per corruzione e turbativa d'asta, è finito Antonio Acerbo, direttore del padiglione Italia e commissario delegato di Expo2015 proprio in relazione al progetto "vie d'acqua". Alla base dell'accusa ci sarebbero alcune dichiarazioni fatte da Enrico Maltauro, imprenditore vicentino finito in carcere lo scorso maggio nel primo filone dell’inchiesta con al centro sempre gli appalti per l’Esposizione Universale.

Per la procura di Milano i lavori per il progetto “Vie d’acqua”, che valgono più di 100 milioni di euro, sarebbero stati aggiudicati alla Maltauro Spa in cambio di tangenti. Acerbo, all’epoca dei fatti, era presidente della commissione aggiudicatrice degli appalti.

L’indagine è una tranche dell’inchiesta che lo scorso maggio ha portato agli arresti tra gli altri di Gianstefano Frigerio, Luigi Grillo e Primo Greganti, relativa alle irregolarità negli appalti di Expo, Sogim e della sanità lombarda, quella che poi è stata definita "cupola degli appalti”.

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