Venerdì, 17 Settembre 2021
Expo 2015

Expo, chi sbaglia non paga: appalti restano a chi li ha vinti (con le mazzette)

Nessuna risoluzione dei contratti su Expo affidati al gruppo Maltauro. I lavori restano all'impresa che, per ammissione del suo Ad, ha "comprato" gli appalti con tangenti e favori

MILANO - Era stato lui stesso, Enrico Maltauro, con la sua viva voce, a raccontare come funzionava la "cupola". Incontri, tangenti, pressioni politiche, scambi di favori: tutto per aggiudicarsi un appalto - milionario - dalla società Expo 2015. La procura di Milano lo aveva arrestato e aveva diffuso un video in cui compariva insieme a Sergio Catozzo intento a dare una busta al mediatore con la raccomandazione "sai quello che devi fare". E se le indagini non fossero bastare, era stato proprio l'imprenditore veneto a confermare tutto ai pm: dagli appalti comprati e vinti ai piaceri, passando per le "altre utilità" regalate a manager della sanità e politici. Evidentemente tutto questo non è bastato. Perché - come annunciato dal gruppo Maltauro in una nota - non ci sarà nessuna risoluzione dei contratti su Expo affidati all'impresa finita nel vortice di mazzette e corruzione che ha portato in carcere sei persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta. 

A dare la lieta novella all'azienda è stata proprio la società committente - Expo 2015 spa - che avrebbe informato la Maltauro che "in seguito a compiuta istruttoria e alla riunione tenutasi lo scorso tre giugno presso la Prefettura di Milano - si legge in una nota dell’impresa di costruzioni - non sono stati rilevati elementi sufficienti a motivare la soluzione dei contratti". E di conseguenza la società veneta "porterà avanti l’esecuzione dei contratti aggiudicati", a stesso dire della stazione appaltante, in assenza di "vizi estrinseci nella procedura di scelta del contraente". 

Un po', insomma, come se il lavoro della procura fosse già finito nel dimenticatoio. "La comunicazione inviata alla Maltauro - ha spiegato Expo spa in una nota - è volta unicamente a garantire il prosieguo dei lavori, per la cui realizzazione ogni giorno è prezioso. Come ricordato più volte dal commissario Sala, è in corso la verifica delle condizioni tecnico-giuridiche per la prosecuzione dei contratti in essere alle imprese appaltatrici che stanno lavorando al sito".  
 
Il consiglio di amministrazione di Maltauro comunque, nella seduta di ieri, ha deciso di proporre all’assemblea degli azionisti una azione di responsabilità contro l’ex amministratore delegato Enrico Maltauro. Questo per la "accertata violazione" da parte dell’ex ad delle "misure preventive" previste dalla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società . Una mossa che, se portata fino in fondo, permetterebbe alla società di tenere ben stretti gli appalti, a prescindere dai reati che possano venire contestati e da un eventuale rinvio a giudizio di Maltauro. 

Intanto, mentre le mazzette sembrano "vincere" ancora, il decreto del governo sulla definizione dei poteri di Raffaele Cantone, il presidente dell'Authority anticorruzione chiamato a salvare Expo, è stato rinviato ancora. Per la rabbia del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. "E' incomprensibile - ha attaccato - Passate le elezioni, Renzi si è un po' addormentato e l'impressione è che l'urgenza e l’importanza di questo provvedimento si sia persa a Roma". 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Expo, chi sbaglia non paga: appalti restano a chi li ha vinti (con le mazzette)

Today è in caricamento