Mercoledì, 22 Settembre 2021
Expo 2015

Expo e le "pezze" da mettere al cantiere: "Lavoriamo anche di notte, ma non si finirà"

A tre settimane dal via Milano non è pronta: anche se i lavori vanno avanti freneticamente l'inaugurazione arriverà troppo presto. Iniziano le prime defezioni dei grandi nomi, come lo scenografo ufficiale Dante Ferretti. E l'Anticorruzione continua a vigiliare

E' il commissario unico di Expo Giuseppe Sala il primo a essere preoccupato: i lavori quasi sicuramente non verranno completati e quindi il cantiere è frenetico. Gli operai lavorano su turnazioni di ventiquattro ore al giorno e i costi salgono: a far notare come gli appalti siano "molto lievitati" è Raffaele Cantone, il numero uno dell'Anticorruzione.

Insomma a tre settimane dall'apertura ancora tante sono le irregolarità e i veri protagonisti di questi giorni sono i ritardi. Dante Ferretti, scenografo tre volte premio Oscar, ha ritirato la sua firma per gli allestimenti che gli erano stati affidati. Lui pensa addirittura di chiedere i danni: doveva essere l'autore di otto delle stazioni lungo la via centrale dell'esposizione ma i lavori non finiranno in tempo quindi non vuole che siano a nome suo. "Non so perché ci siano stati questi ritardi, tutto era stato approvato in tempo. Ma non arriveremo mai pronti alla scadenza: i lavori sono lunghi. Le mie sculture hanno uno stile particolare, sono una diversa dall'altra, accompagnano l'intera passeggiata lunga un chilometro e mezzo" spiega Ferretti.

E lo stesso commissario Sala ammette: "Certo che la preoccupazione c'è, perché fino all'ultimo giorno sarà una lotta quotidiana per completare tutto".  E a chi lo critica lui rimanda indietro: "La polemica aumenta la voglia di finire perché tutti hanno vogliono dimostrare che ce la faranno. Il nostro lavoro è affannoso e faticoso, ma dentro la convinzione di stare facendo il meglio per un'Expo meravigliosa". Ma la voglia e l'ottimismo sembrano proprio non essere sufficienti.

IL PADIGLIONE ITALIA -  Proprio il padiglione del nostro Paese è sotto la lente d'ingrandimento dell'Antincorruzione, visto che è qui che i prezzi sono lievitati. Al momento l'avvocatura dello Stato e l'Anticorruzione stanno valutando l'accordo con i costruttori che porterà i costi per l'allestimento a circa 92 milioni rispetto alla sessantina inizialmente ipotizzata

Sala però ha sottolineato che in questo caso c'è una "compensazione perché ci saranno maggiori ricavi", il che significa più sponsor. E non lo preoccupano nemmeno gli extra costi chiesti per altri lavori nel sito perché ci sono state delle cautele nel bilancio e quindi anche con questi "saremo nei margini". Per rientrare nei costi per i calcoli fatti da Sala sarà necessario vendere 24 milioni di biglietti, ma l'aumento delle spese fa ipotizzare che ne serviranno di più. 

Il CAMOUFLAGE - Intanto si è deciso che i lavori non terminati verranno "mascherati": il costo per la fornitura delle pezze che si metteranno sulle zone non finite è stimato in 100 euro per metro quadro. Si chiamerà "camouflage", un elegante francesismo che indica la tecnica con cui si copriranno i lavori non terminati. Anche per questo è partita la gara d'appalto: 1 milione e 100 mila euro, più 54 mila di oneri di sicurezza, tutto per “allestimenti di quinte di camouflage”. In più il lavoro sarà in divenire, perché “gli interventi sono da realizzare in numerosi punti del sito Expo, la cui definizione è per ovvie ragioni dipendente dal verificarsi o meno di situazioni di necessità”. 

VECCHI CHE GUARDANO I CANTIERI -  Non manca anche chi ci ride su. I cantieri dell'Expo a Milano sono aperti in molti angoli della città e sono diventati un fenomeno social. Marco Levi ha anche pubblicato un video sul web che è subito diventato virale: "Vecchi che guardano dentro i cantieri Expo". Con un pizzico di ironia e sarcasmo ha intervistato signori non più giovanissimi incantati da ruspe e camion in azione. GUARDA IL VIDEO

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